Auto sulla scalinata, il sindaco infuriato

Biondi invoca «misure esemplari». Gogna social dopo il video virale: «Dove sono le telecamere?»
L’AQUILA. «Immagini che fanno male al cuore».
Il video dell’auto che percorre la scalinata di San Bernardino, rilanciato sui social, ha indignato tanti aquilani, a partire dal primo cittadino.
«Le immagini dell’automobile ripresa sulla scalinata di San Bernardino», ha commentato il sindaco Pierluigi Biondi, «fanno male al cuore degli aquilani e testimoniano un grado di inciviltà e barbarie che lascia basiti. Un gesto che non può essere derubricato come semplice bravata ma che, invece, testimonia spregio e disinteresse verso uno dei simboli di questa città. Spero che il responsabile venga al più presto individuato dalle forze dell’ordine e che nei suoi confronti vengano adottate misure severe ed esemplari».
Sulla vicenda interviene anche la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio L’Aquila e cratere: «Amore e rispetto per la nostra città, per i suoi luoghi, il suo patrimonio culturale e le tante risorse che il Paese ha messo a disposizione per il suo recupero dopo il sisma. È una questione di educazione, civiltà e cultura. Ma, purtroppo, c’è ancora tanto, troppo da fare. Lo avevamo scritto solo due settimane fa a proposito degli sfregi alle nicchiette laterali, ora è la volta della scalinata, percorsa impunemente in auto. È, forse, uno dei tanti temi cruciali su cui riflettere in questa ricorrenza del decennale».
I cittadini invocano più controlli, sottolineando come il centro storico, dopo il sisma, sia abbandonato a se stesso.
«Mettere telecamere e transenne fisse alla base della scalinata», suggerisce un utente di Facebook, «sarebbe una buona idea per arginare i bollori degli idioti». Ma c’è anche chi ricorda «le goliardate di gioventù», quando scendere o salire la scalinata in macchina era abbastanza frequente. E lo sa bene chi abitava da quelle parti: «Io abitavo al palazzo di fronte all’ex Liceo Scientifico”, racconta una cittadina, «e ci sono stata per 39 anni fino al 2009. Sapeste quante volte sono state chiamate le forze dell’ordine».
In tanti sollecitano l’identificazione dell’autore della bravata, con una sanzione adeguata. E c’è pure un aneddoto storico, legato al lancio pubblicitario di una vettura: «Nel 1965», rammenta un cittadino, «lo fecero con una Renault 4 a scopo pubblicitario: la macchina era appena uscita».
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