Avanti Sulmona e Casini, rottura più vicina

4 Agosto 2018

Rischio commissario per il Comune. Pingue e Di Marzio: «Sindaco scorretto, siamo in maggioranza»

SULMONA. Gli ingredienti per una rottura definitiva ci sono tutti: il sindaco che lancia un ultimatum (l’ennesimo) ai due consiglieri comunali di Avanti Sulmona e loro che rilanciano, pur rivendicando l’appartenenza alla maggioranza. Sarà comunque difficile ricucire lo strappo tra il sindaco Annamaria Casini e i consiglieri Fabio Pingue e Katia Di Marzio, che è anche la presidente del consiglio comunale. Ancor più complicato risulterà, poi, governare la città e risolvere le numerose questioni in agenda, se le premesse sono queste.
«Caro Sindaco, troviamo palese quanto maldestro il tentativo, tuo e di alcuni tuoi sodali, di addossare a noi responsabilità imputabili esclusivamente alla tua sindacatura», replicano Pingue e Di Marzio alla Casini, «atteggiamento profondamente scorretto questo, che rischia di confortare le accuse di fragilità politica che molti ti attribuiscono. Ti abbiamo chiesto, fin dalla nascita di questa esperienza, di essere garante delle variegate anime che componevano questa coalizione civica. Di tutta risposta, in meno di due anni hai portato alle dimissioni il tuo vicesindaco, l’assessore al Bilancio, l’assessore alle Opere pubbliche, l’assessore a Sanità e Scuola e l’assessore all’Ambiente e partecipate, un consigliere e fatto passare in minoranza un altro, Mauro Tirabassi, eletto in Provincia all’unanimità da questa maggioranza».
Arriva, poi, la tanto attesa dichiarazione di appartenenza. «Sì sindaco, lo ribadiamo per l’ennesima volta», aggiungono Pingue e Di Marzio, «noi siamo maggioranza di governo, altrimenti saremmo seduti già sui banchi delle opposizioni. Come detto innumerevoli volte, però, questo non significa aderire supinamente agli imperativi del sindaco, o di chi per lei». In verità, l’eventuale passaggio in minoranza dei due sancirebbe la fine anticipata della giunta Casini, dopo il cambio di casacca del consigliere Tirabassi, che è però rimasto in maggioranza nel consiglio provinciale. Anomalie tutte sulmonesi, che rischiano di far tornare il quarto commissario consecutivo negli ultimi venti anni a palazzo San Francesco. Ora, tutto dipenderà dalle doti diplomatiche e persuasive del sindaco, che dovrà faticare non poco per ricucire l’ennesimo strappo, a meno che non decida di arrendersi. E a quel punto, con le Regionali che incombono, si dovrà vedere a chi converrà per primo staccare la spina.
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