Avezzano calcio, bocciato Ballatore

Via il responsabile del settore giovanile. Ma ora le famiglie dei 180 atleti chiedono chiarezza
AVEZZANO. Soltanto a maggio era stato nominato responsabile del settore giovanile dell’Avezzano calcio, ma da poche ore il sulmonese Alan Ballatore non ricopre più tale mansione. Con un comunicato a firma del direttore generale Renato Ventresca, la società di via Ferrara ha ritenuto di dover prendere questa decisione perché «come già più volte ribadito, l’attività del settore giovanile, che comprende 100 bambini della scuola calcio e 80 fra esordienti, giovanissimi, allievi e juniores, dovrà rappresentare una priorità per la società biancoverde, e l’operato dei suoi collaboratori dovrà essere fondamentale per la crescita dei giovani, sempre nel rispetto di quanto previsto dall’accordo di partnership con il Delfino Pescara 1936 e di affiliazione con la Pescara calcio academy». Un comunicato dal quale traspare abbastanza chiaramente che nelle settimane che hanno caratterizzato l’operato di Alan Ballatore qualcosa non deve essere andato secondo le direttive societarie, per cui si è deciso di risolvere il rapporto, principalmente per salvaguardare gli accordi presi con il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani. E questa disposizione ha creato una certa confusione anche in alcuni genitori dei ragazzi che hanno scelto la società del presidente Gianni Paris. «Già nella stagione appena conclusa», afferma un gruppo di genitori, «i ragazzi hanno affrontato problematiche inattese, quali le difficoltà nello svolgere gli allenamenti o le gare per mancanza di adeguati impianti. Tante spese sono state affrontare di tasca nostra». Eppure, nonostante diversi problemi, i risultati sportivi dell’intero settore, sono stati più che soddisfacenti (come ad esempio per l’Under 15). A volte però, le vittorie non sono sufficienti a nascondere le lacune. Ecco allora il suggerimento di qualche papà che nel corso della passata stagione si è trovato a dover dare una mano, suo malgrado: «La dirigenza deve dare segnali chiari e in breve tempo per non disperdere l’organico nella prossima stagione, dando visibilità sia per quanto riguarda la programmazione, e sia per le strutture che verranno messe a disposizione durante la settimana e poi la domenica». Insomma, i problemi non mancano, e la rinuncia ad Alan Ballatore deve essere analizzata anche in funzione di queste problematiche, perché non è ipotizzabile che un genitore debba farsi carico anche della logistica, soprattutto, come nel caso della scuola calcio, dopo aver corrisposto una quota annuale che per una media famiglia rappresenta una spesa non indifferente.

