Avezzano, emorragia di abitanti Le associazioni: manca attrattività

17 Agosto 2022

Entro il 2028 si scenderà sotto la soglia dei 40mila. I timori di Confesercenti e Confcommercio: «Dobbiamo riguadagnare il ruolo di città guida della Marsica. È mancata una politica lungimirante»

AVEZZANO. La fotografia di Avezzano, da qui a sei anni, è quella di una città con meno abitanti, con le nascite sotto la soglia nazionale e i flussi migratori in calo. A scattare l’istantanea è stato l’Istituto nazionale di statistica secondo il quale sono ormai lontani i tempi in cui Avezzano era proiettata verso i 43mila abitanti (2013) o quando c’erano più giovani rispetto alla media nazionale (2016).
«Purtroppo è un dato di fatto», ha commentato Filiberto Figliolini, presidente di Confesercenti, «l’Appennino centrale ha di per sé una perdita di abitanti e se, come accade da noi, un territorio manca di attrattività si perdono ancora di più gli abitanti. Ad Avezzano sappiamo che il quadro è questo; certo è che se si riuscisse a riguadagnare il ruolo di città guida del territorio e se si riuscisse a fare squadra con tutto il nucleo centrale della Marsica, valorizzando il rapporto con Roma, non come opportunità turistica ma sotto l’aspetto abitativo, la tendenza potrebbe essere invertita. Siamo disponibili al dialogo e alla collaborazione ma da soli non possiamo fare nulla. Ci vuole subito un grande progetto di squadra».
Secondo le statistiche dell’Istat. pubblicate dal Centro, la situazione non è migliore nel resto dell’Aquilano. Già nell’ultimo anno la provincia ha perso 2.400 abitanti, arrivando a 288.439 abitanti, e solo da gennaio a maggio ha dovuto dire addio ad altri mille abitanti. Se però Avezzano e Sulmona scendono, L’Aquila sale e in cinque mesi ha accolto altri 150 residenti. «Se le previsioni dell’Istat venissero confermate, verranno rafforzate le nostre preoccupazioni», ha spiegato Giuliano Montaldi, presidente di Confcommercio Avezzano, «Avezzano è una città che continua a perdere pezzi, ormai non ci sono più dubbi. La fuoriuscita di persone è un dato allarmante e allo stesso tempo una testimonianza del fatto che la città non è più attrattiva. Perché? Per tanti motivi, a partire dalla mancanza di una politica lungimirante in grado di attrarre nuove energie e di creare i presupposti per insediamenti produttivi». Montaldi ha inoltre ricordato che «come associazioni di categoria, abbiamo presentato due importanti iniziative per lo sviluppo del territorio: una che riguardava la ciclovia fucense e l’altra il Progetto identità. Come associazioni di categoria abbiamo fatto il nostro e poi? Nulla. Chi amministra deve dare delle risposte, non è più tempo delle chiacchiere e delle grandi costruzioni che poi non portano a nulla. L’Istat parla chiaro: non siamo più la città che eravamo, eppure ci sono dei brillanti manager e delle grandi professionalità che potrebbero invertire la rotta. Ma vanno coinvolte. L’amministrazione ha il dovere di dare risposte concrete. E in tempi brevi».
La proiezione dell’Istat per Avezzano è drammatica. La città entro il 2028 scenderà sotto ai 40mila abitanti sia a causa delle poche nascite e sia per il crollo dei movimenti migratori in entrata che negli ultimi anni sono stati consistenti. Tutto ciò che negli ultimi anni aveva permesso ad Avezzano di continuare sulla scia della crescita, seppur non con i picchi di un tempo, verrà a mancare.