«Avezzano facci sognare»: torna la passione tra i tifosi

Squadra capolista in serie D, in un torneo nazionale non accadeva da 26 anni E qualcuno fa il pompiere: «Presto per parlare di C, ma godiamoci il momento»
AVEZZANO. La vittoria nel derby contro il Chieti ha regalato all’Avezzano calcio il primo posto in classifica nel girone F di serie D, un risultato che in pochi avrebbero pronosticato all’inizio della stagione. È un dato, in particolare, a fotografare l’eccezionalità del cammino dei biancoverdi: il primato in solitaria in un campionato nazionale mancava dal lontano 1995/1996 (all’epoca si trattava della C2), la stagione della storica promozione in C1. I risultati della squadra di Marco Scorsini stanno portando entusiasmo in una piazza che non era più abituata alle zone di vertice.
«Con le premesse dell’estate, non mi aspettavo il primo posto alla sesta giornata. La squadra funziona e la difesa si sta dimostrando molto solida. Manca un pizzico di lucidità sotto porta e servirebbe, inoltre, qualche piccolo ritocco sul mercato. Abbiamo una panchina corta ma possiamo fare un ottimo campionato e toglierci belle soddisfazioni», commenta Piero Sperandio, tifoso e figlio del compianto Bruno, calciatore dell’Avezzano negli anni ’60.
La serie C, al momento, sembra però un sogno lontano: «Parlare di Lega Pro fa un po’ sorridere», continua Sperandio, «per ambire al professionismo serve una base societaria più larga di quella attuale, oltre a un campo di allenamento e una struttura più efficiente dello stadio dei Marsi».
Il rinforzo dell’assetto societario è uno degli argomenti più gettonati tra la tifoseria: «Dobbiamo sperare che qualche altro imprenditore si avvicini alla società per dare ulteriore stabilità», esordisce Flaviano Fiasca, organizzatore della mostra del centenario del club nel 2019. «La squadra», aggiunge, «ha bisogno del supporto dell’intera città per raggiungere traguardi importanti».
«È normale che i tifosi sognino ma le somme si tireranno alla fine del girone di andata, quando la squadra avrà finito il rodaggio. Non dobbiamo dimenticare che siamo una neopromossa e i punti conquistati finora potrebbero tornarci utili nei momenti in cui avremo un calo fisiologico», spiega Adriano Megna, compositore dell’inno ufficiale dell’Avezzano. Chi sogna a occhi aperti, invece, è Andrea Massimiani, altro tifosissimo biancoverde: «Le vittorie fanno bene alla città, speriamo che questo giocattolo non si rompa, come purtroppo è accaduto in passato. L’elogio va fatto ai ragazzi e ai sostenitori che seguono la squadra in casa e fuori. Da tifoso voglio sognare a occhi aperti. Dopo la partita di Genzano, Scorsini ci ha chiesto di stare vicino ai ragazzi e noi lo faremo. La squadra deve ricreare entusiasmo in città e lo sta facendo».
«Ho visto una bella squadra nonostante le vicissitudini di inizio stagione», racconta Gianluca Savina, presente sugli spalti dell’Angelini. «C’è entusiasmo e speriamo che questo possa caricare l’ambiente. Avezzano ha voglia di calcio, il sentimento da parte dei tifosi c’è e sono convinto che, se la squadra continuerà così, sarà un crescendo di pubblico», aggiunge.
«Domenica scorsa a Chieti c’erano molti tifosi dell’Avezzano e questo mi rende fiducioso per il futuro», confessa Antonio Ferri. «Qualcosa si sta risvegliando», continua, «e il sogno è quello di rivedere il dei Marsi gremito come ai vecchi tempi. Un appello va fatto alla città affinché continui a sostenere la squadra per raggiungere tutti gli obiettivi».
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