Avezzano multilingue con oltre 3.600 stranieri

Sono agricoltori, muratori o badanti. In ospedale traduttori nei reparti Dati in aumento anche nella Marsica. Ma la Caritas avvisa: «Cresce la povertà»
AVEZZANO. Arrivano in Italia con un bagaglio di speranze e qualche spicciolo in tasca. Fanno i lavori più umili e spesso vivono in ritrovi di fortuna. Molti si sono integrati.
In Italia come nella Marsica, dove gli stranieri sono più di 7mila e solo ad Avezzano rappresentano l’8,53% della popolazione.
I marocchini lavorano nei campi del Fucino, i romeni e gli albanesi nell’edilizia e le russe e le polacche assistono le persone anziane. Negli anni si sono radicati nel territorio, tanto che hanno luoghi di culto, negozi e spazi di aggregazione. Ad Avezzano ci sono 3mila 634 stranieri residenti (su una popolazione di quasi 43mila abitanti), circa 3mila e 500 nel resto della Marsica. E il dato è in crescita. Dal 2014 al 2015 c’è stato un aumento del 3,91%.
Un numero importante se paragonato alla percentuale di stranieri nella provincia dell’Aquila, pari al 7,99% o della regione (6,5%). Gran parte dei braccianti agricoli impegnati nelle aziende del Fucino proviene dal Medio Oriente. Non solo dal Marocco e dalla Tunisia, ma anche dal Pakistan, dall’Egitto e dalla Tunisia. Abitano per lo più tra Avezzano, Luco, Trasacco, Celano e Ortucchio e pochi hanno mogli e figli al seguito.
In città e dall’altra parte della Marsica, invece, è più alta la presenza dei cittadini provenienti dall’Europa dell’Est. Ad Avezzano è cresciuto negli ultimi anni il numero di residenti romeni, polacchi e ucraini che lavora nell’edilizia. Numerosi gruppi sono anche nei paesi della Marsica occidentale, come Tagliacozzo e Carsoli. Tanti sono i casi di semplici muratori che dopo aver lavorato per anni con delle ditte locali hanno fondato delle aziende.
Il settore dell’assistenza domiciliare è quasi tutto gestito da donne dei Paesi dell’ex Unione sovietica. Ad Avezzano ci sono anche venezuelani, cubani, americani e cinesi che lavorano nel mondo del commercio e della ristorazione. Dal 2007 a oggi gli stranieri in città sono raddoppiati, passando da 2mila e 227 agli oltre 3mila e 600 di oggi.
I problemi di integrazione, però, non mancano, nonostante le molte associazioni e i tanti progetti promossi.
«Nel nostro territorio ci sono oltre 7mila stranieri», ricorda don Ennio Tarola, direttore della Caritas diocesana, «molti di loro hanno formato delle famiglie e ora per l’assenza del lavoro non riescono a mandarle avanti. È un problema drammatico che viviamo ogni giorno. Sto notando nel tempo una crescita di richiesta del pagamento delle utenze che spesso vengono staccate perché non sono state saldate. Vengono in continuazione a chiedere il lavoro, ma anche i pacchi alimentari per andare avanti. Tanti hanno dei bambini che vanno a scuola, ci sono più esigenze e di conseguenza i padri sono disperati. I vari Comuni fanno qualcosa per aiutarli, ma non basta, soprattutto perché in questa situazione ci sono anche tanti italiani. Se avessi delle risorse le spenderei giornalmente perché le richieste sono tantissime, ma assistiamo 5mila famiglie attraverso le Caritas parrocchiali e non ce la facciamo».
Gli stranieri rappresentano una fetta dell’economia marsicana e per questo anche i servizi si stanno adeguando per poter offrire risposte concrete alle loro domande.
L’Ufficio relazioni con il pubblico dell’ospedale di Avezzano, per esempio, ha fatto stampare del materiale informativo in inglese, spagnolo, francese, polacco e cinese contro la rosolia congenita, per informare i pazienti, e spesso si avvale di traduttori nei reparti.
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