Avezzano-Paris, l’addio: «Ho dato tutto, ora basta»

1 Agosto 2023

Il presidente saluta dopo 12 anni e 7 trofei: «Onorato di aver guidato la società Il rammarico? Non aver coinvolto altri imprenditori, istituzioni mai presenti»

AVEZZANO. Appena poche parole per salutare i colori che dice di aver amato più di ogni altra cosa: «Ho dato tutto, ma ora ho deciso di lasciare l’Avezzano calcio». Un’uscita di scena in silenzio, che quasi stride con la fama del presidente vulcanico che ha guidato la società negli ultimi dodici, dalla Prima categoria fino alla serie D. Ma Gianni Paris, il patron più longevo della storia biancoverde, ha deciso che è arrivato il momento di dire basta, lasciando le redini del club nelle mani dell’imprenditore romano Andrea Pecorelli, dallo scorso aprile titolare del 50 per cento delle quote: «Sono contento di aver retto il club per dodici anni», dice ancora, «ma è arrivato il momento di lasciare da solo un patron importante». Poi la “benedizione” a Pecorelli: «Lascio in buone mani, Pecorelli sta dando il 101%, ha le spalle grosse per provare a far vedere il grande calcio nella nostra piazza. Ho dato tutto quello che potevo».
Paris metterà in vendita il 49 per cento del club. Prezzo di partenza: 98mila euro. «Ho già ricevuto un’offerta da due imprenditori, uno abruzzese e l’altro romano, la mia sarà un’uscita di scena graduale. Se continuerò ad andare allo stadio dei Marsi? Certo, perché l’Avezzano è la mia grande passione, quella che mi ha spinto per andare avanti in tutti questi anni di presidenza».
Paris ha rilevato il sodalizio nel 2011, ai tempi della Prima categoria: da allora sono arrivate quattro vittorie in campionato (Prima categoria, Promozione e per due volte l’Eccellenza), oltre a due coppe Italia e una coppa Mancini. Il punto più alto i playoff di serie D nella stagione 2017/2018, un sogno infranto per mano del Pineto al termine di una partita stregata che molti tifosi ancora ricordano. Paris ha ufficializzato il divorzio a poche ore dall’inizio di quella che sarebbe stata la sua tredicesima stagione da presidente (il ritiro è iniziato ieri a Chianciano Terme, nel Senese), dopo le ultime settimane caratterizzate dal calciomercato ma anche dal braccio di ferro con il Comune per la riqualificazione dello stadio dei Marsi e dell’antistadio. Un rapporto, quello tra la sua Avezzano e le varie amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni, che non è mai decollato: «Le istituzioni sono state sempre assenti», ammette Paris, «anche se non ho mai fatto perno sulla politica, perché per me il calcio si fa con l’imprenditoria». Ma il rammarico più grande è un altro: «Quello di non essere riuscito a coinvolgere altre forze locali, se avessi ricevuto il sostegno di alcuni degli più importanti imprenditori della città avremmo raggiunto la serie C. È il mio più grande rimpianto».Negli ultimi anni si era fatto acceso inoltre lo scontro tra l’ormai ex patron e la frangia più calda del tifo biancoverde: in molte occasioni i sostenitori avevano persino disertato gli spalti della curva nord in segno di protesta contro Paris. Una frattura, quella tra la squadra e la città, che sembra però ancora lontana dal ricomporsi: basta pensare ai soli 13 abbonamenti venduti in prevendita. La sfida più grande per Pecorelli, da poche ore nuovo presidente del club, sarà allora proprio quella di riportare entusiasmo in città per il nuovo Avezzano che sta nascendo.
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