Avezzano piange la morte del ristoratore Cozzolino

Franco è scomparso a 54 anni, insieme ai fratelli aveva fondato la storica pizzeria Appassionato di bicicletta e di aeromodellismo. Oggi funerali a via Nuova
AVEZZANO. «Un uomo che sapeva come vivere. La famiglia, il lavoro e lo sport. Ogni cosa aveva una sua dimensione, senza arrivare mai all’eccesso». I suoi amici descrivono così Franco Cozzolino, il titolare della storica pizzeria di Avezzano, morto l’altra notte in ospedale. Cozzolino, 54 anni, pochi mesi fa aveva scoperto di avere una malattia che non gli ha lasciato scampo.
Ieri la città si è svegliata con la notizia della sua scomparsa e in tanti si sono precipitati in ospedale a portare una parola di conforto alla moglie Mirella e ai figli Daniele, studente, e Davide, anche apprezzato calciatore. Insieme ai due fratelli, Raffaele e Maurizio, era il titolare della pizzeria che porta il nome di famiglia “Cozzolino”, nata in via Nuova, la borgata di cui è originario, e trasferita all’inizio del 2000 in via Pertini. A dicembre dello scorso anno aveva ritirato all’Aquila un attestato rilasciato dalla Camera di commercio per le imprese con oltre 25 anni di attività. Lo piangono anche le sorelle, Onofria e Gianna. «All’ultima uscita» racconta Gaetano Berardicurti, con cui condivideva la passione per la bici, «gli feci i complimenti per come aveva affrontato alcune difficoltà della vita. Era un uomo inquadrato, senza eccessi, da imitare». Ciclisticamente era nato con la squadra avezzanese che aveva creato con Cristiano Taccone, la “De Zan”, che portava il nome del giornalista sportivo. Poi se ne allontanò continuando comunque ad allenarsi come amatore. «Qualche anno fa vinse la Coppa Lazio a Guidonia» ricorda il suo compagno di allenamenti Gabriele Baldassarre «ho ancora il suo grido nelle orecchie: capitano! E io capii che poteva tagliare per primo il traguardo e così frenai e lui arrivò primo. Mi regalò dei freni nuovi e dei nuovi tacchetti. Per festeggiarlo ci presentammo in 40 nel suo locale».
«Ho conosciuto Franco al campetto di via Nuova, dove quelli di piazza Cavour» commenta Nazzareno Di Matteo «si sfidavano a calcio con quelli di via Nuova, poi come portiere alle giovanili dell’Avezzano calcio. È riuscito insieme al fratello a costruire nel tempo un futuro per la famiglia, gestendo in maniera impeccabile la pizzeria. Il rispetto per i clienti che diventavano suoi amici sta in una frase che mi disse tempo fa: Nazzareno un mattone di questa pizzeria è anche vostro. Frase che dimostra che per riuscire nella vita devi essere una bella persona, un insegnamento».
Negli ultimi anni era diventato un esperto aliantista in radiocomando, partecipando a numerosi raduni internazionali. «Con lui ogni conversazione non scadeva mai nel banale» dice Mario Cantoresi, un altro amico «il mostro che lo stava divorando non è mai riuscito a rubargli il sorriso e il suo amore per il lavoro e per i clienti, che dignità!».
«Non potrò mai dimenticare la gara dei chierichetti e le partite di pallone alla piazza della borgata. Lui era un bravissimo portiere. Era bravo anche a sistemare le biciclette» conclude Gabriele D’Ambrosio, amico d’infanzia, «quando facevamo i birichini don Antonio Sciarra ci prendeva per le orecchie: quante risate».
I funerali saranno celebrati oggi, alle 15, nella chiesa di Sant’Isidoro a Borgo via Nuova.
Magda Tirabassi
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