Avezzano riavrà la statua dedicata a Vito Taccone

Pace fatta tra il sindaco, l’artista rom Morelli e il figlio del Camoscio d’Abruzzo
AVEZZANO. La salita è stata dura, ma lo striscione del traguardo appare più vicino. Il Comune restituirà alla città la statua di Vito Taccone, il campione di ciclismo scomparso dieci anni fa e per troppo tempo dimenticato. Il monumento, che dal 2014 è abbandonato negli scantinati del municipio, verrà restaurato. Ma con ogni probabilità sarà collocato in un posto diverso rispetto al passato. Sono i termini di un patto sottoscritto ieri mattina dopo un incontro in Comune fra il sindaco Gabriele De Angelis, l’artista rom Bruno Morelli, autore dell’opera, e Cristiano Taccone, figlio di Vito.
Proprio quest’ultimo, a metà ottobre, ha riacceso i riflettori sul Camoscio d’Abruzzo. Nessuna iniziativa organizzata a dieci anni dalla morte di Taccone e un amaro messaggio su Facebook. E il 24 ottobre, sul Centro, l’artista Morelli ha rincarato la dose, parlando di vergogna e di Comune disattento. «Vito e Bruno, siamo finiti nella gogna dell’indifferenza», le accuse di Morelli.
Parole che hanno toccato i tasti giusti. Tanto da spingere il sindaco De Angelis a convocare sia lo scultore che il figlio del compianto eroe di un ciclismo d’altri tempi.
La statua in bronzo rappresenta Taccone in sella alla sua bici. Fu rubata nel giugno 2014 e ritrovata dalla polizia, seriamente danneggiata, qualche giorno dopo. I ladri non sono stati catturati e oltre al piedistallo vuoto è rimasta una ferita per la città alla quale Taccone ha donato tanto prestigio. Opera voluta dall’ex amministrazione guidata da Antonio Floris e installata sul valico del monte Salviano, nel luogo simbolico dove è cominciata la leggenda del Camoscio d’Abruzzo.
Pace fatta tra Morelli e Taccone junior. «La riunione è stata molto proficua e il sindaco ha dimostrato la piena disponibilità a rimettere in piedi un pezzo di storia di Avezzano», sottolinea Morelli, «stiamo studiando diverse opzioni per decidere il da farsi. Presenterò un progetto, ma difficilmente la statua tornerà sul Salviano, un luogo troppo esposto e difficilmente difendibile da ladri e vandali. La statua sarà restaurata e il caso si chiuderà». Anche Cristiano Taccone è soddisfatto dall’esito della riunione. «Il sindaco De Angelis ha tutta l’intenzione di onorare la memoria di mio padre», afferma il figlio Cristiano, «il mio sfogo è servito, ma adesso il passato non conta e dobbiamo guardare solo al futuro. La statua non è tornata a disposizione della città non per una questione di soldi ma per mancanza di volontà da parte dell’ex amministrazione comunale. Onoriamo la memoria di mio padre come merita. Ho chiesto anche un intervento per il velodromo a Borgo Pineta, una struttura sportiva in abbandono che può consentire di riportare sulla bici tanti ragazzi. Abbiamo cominciato a dialogare e vedo che ci sono le intenzioni per portare avanti questi progetti. Ci aggiorneremo fra una ventina di giorni. Finalmente la strada è in discesa».
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