Avezzano, truffavano le banche: nove persone a giudizio

15 Marzo 2015

Le indagini iniziate da un’operazione condotta dieci anni fa dalla Finanza. Gli indagati accumulavano fondi con le carte di credito, ma le spese non venivano pagate

AVEZZANO. Truffavano le banche utilizzando carte di credito a volontà per accumulare capitale, impiegandolo per diverse attività. Poi però le spese non venivano pagate. Con queste accuse nove persone, che dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, sono state rinviate a giudizio. Il gup del tribunale di Avezzano, Maria Proia, ha preso la decisione al termine di una camera di consiglio durata quasi tre ore. L’inchiesta nasce dall’operazione «Nuvole», condotta nel 2005 dalla Guardia di Finanza di Avezzano. Davanti al collegio finiranno Attilio Di Stefano (detto Dino) 52 anni, e Sergio Fusarelli (54), di Avezzano, Maria Gabriella Campilii (57) di Popoli, Anna Maria Cerone (48) di Celano, Gianluca Pinto (46) e Vera Falone (48) di Pescara, Domenico Di Renzo (56) di Lecce nei Marsi, Giordano Cusmano (31) di Torino e Antonio Pacchiarotta (60) di Celano, tutti accusati di aver truffato numerosi istituti di credito (Banca Popolare di Ancona, Unipol Banca, Tercas della provincia di Teramo, Banca Reale, Carichieti, Banca del Fucino, Carispaq, Unicredit, Monte Paschi di Siena, Banca nazionale del Lavoro, Banca dell’Adriatico, Banca Intesa San Paolo, società finanziarie, società operanti nel settore degli olii combustibili (Q8, Esso, Agip, Tamoil) nonché di Telecom Italia. Finiranno davanti al giudice del tribunale di Avezzano il 21 gennaio 2016. L’unico per il momento a beneficiare della lentezza della giustizia è stato Innocenzo Cherubini (56), di San Benedetto, che – seppur accusato degli stessi reati ai danni però della sola Telecom e per fatti risalenti agli anni 2005 e 2006 – è riuscito a dimostrare che era trascorso il tempo necessario per la prescrizione.

Secondo l’accusa, tramite il sistema di carte di credito a saldo, venivano accumulati fondi da utilizzare per altre operazioni, senza necessità di investire nulla. Tutti gli importi spesi, infatti, venivano addebitati solo successivamente, cioè a saldo, in un’unica soluzione, senza necessità di copertura. All’udienza preliminare il gup, su richiesta del pubblico ministero Guido Cocco e alla luce delle lunghe indagini portate avanti dai finanzieri, ha rinviato gli imputati a giudizio. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Pietrantonio Lanzi Palladini, Roberto Verdecchia, Antonio Milo e Gaetano Stornelli. Le indagini delle fiamme gialle sono andate avanti per circa due anni e hanno consentito, tra le altre cose, di rinvenire beni e recuperare somme di denaro a carico di per circa 400mila euro.

Pietro Guida

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