Avvelenati 10 gatti al consigliere comunale

18 Febbraio 2017

Cocullo, utilizzate crocchette forse imbottite di stricnina. Risio: «Denuncia ai carabinieri»

COCULLO. Hanno scelto un metodo macabro per liberarsi di una colonia di gatti che un uomo di Casale di Cocullo governava con tanto amore. Gli animali sono stati uccisi con delle crocchette di pesce imbottite di veleno. Non si conoscono i motivi che hanno spinto la mano per il momento ignota, a compiere l’assurdo gesto, ma Carmine Risio, consigliere comunale di Cocullo, è deciso ad andare fino in fondo. Era lui infatti che da una decina di anni governava i gatti, ospitandoli nella zona intorno alla propria abitazione. Gatti randagi che accoglieva con amore sfamandoli e mettendogli a disposizione tutto ciò di cui avevano bisogno. Tanto che in poco tempo la famiglia di felini è cresciuta fino a contarne una ventina. Evidentemente a qualcuno la situazione che si è venuta a creare nella frazione tra Cocullo e Anversa non è andata giù tanto che da qualche giorno i gatti hanno iniziato a morire. Prima due, poi altri tre e poi ancora cinque. In tutto una decina di felini che godevano di ottima salute e che improvvisamente sono morti stecchiti. Secondo il consigliere comunale, che non sa darsi pace per l’accaduto, i gatti sarebbero stati avvelenati con delle crocchette di pesce di cui erano golosissimi. Nelle vicinanze delle carcasse dei gatti, Risio ha ritrovato un cartoccio contenente le esche che sarebbero state utilizzate per uccidere gli animali. Esche che l’uomo ha prontamente recuperato con l’intento di accertare con esattezza l’accaduto. Ora toccherà a un veterinario, al quale Risio ha già affidato l’incarico, di risalire a quale tipo di veleno sia stato utilizzato per uccidere i gatti (forse stricnina). E dal tipo di veleno si potrà risalire al venditore e quindi al possibile acquirente. Risio ha informato dell’accaduto il sindaco Sandro Chiocchio e i carabinieri della locale stazione che già si stanno muovendo per risalire agli autori dell’incredibile gesto. «Una brutta storia», afferma il consigliere comunale rimasto molto colpito dalla vicenda, «anche perché quegli animali non facevano del male a nessuno. Di sicuro insieme alle forze dell’ordine andremo fino in fondo per fare luce sul caso affinché si possa risalire all’identità di chi si è macchiato di questo misfatto».

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