Avvocatessa aquilana autrice di un libro sull’etica dei diritti

8 Luglio 2021

L’AQUILA. «L’etica dei diritti e il rispetto della persona come fine morale». L’editore Rubbettino ha pubblicato una monografia dell’avvocato Tilde Trombino, nata a Cosenza, ma aquilana d’adozione,...

L’AQUILA. «L’etica dei diritti e il rispetto della persona come fine morale». L’editore Rubbettino ha pubblicato una monografia dell’avvocato Tilde Trombino, nata a Cosenza, ma aquilana d’adozione, collaboratrice dell’Università Lumsa di Roma e cultrice nel campo dell’Etica giuridica e della Bioetica.
Nel suo lavoro, dal titolo “L’Etica dei diritti e il rispetto della persona come fine morale”, l’autrice prende le mosse da una riflessione di Stefano Rodotà – “se la persona non può essere separata dalla sua dignità, neppure il diritto può prescinderne o abbandonarla” – per evidenziare l’esigenza di una “umanizzazione del diritto”, in un tempo che sta attraversando una crisi profonda dei valori etici e morali.
Princìpi e questione morale che dovrebbero essere i cardini dell’esperienza quotidiana, come sottolineato dalla stessa autrice che, nelle prime battute, ricorda lo sforzo del cardinale arcivescovo Giuseppe Petrocchi, il quale, attraverso le sue Lettere pastorali, dedica speciale attenzione alle situazioni di marginalità e richiama la centralità del rispetto della persona e della dignità umana. «Il problema dei rapporti tra diritto, etica e morale si è oggi notevolmente arricchito, perché c’è sempre un’eticità che il diritto deve mantenere», afferma l’autrice.
«Appare perciò giustificata la citazione del giudice statunitense Oliver Wendell Holmes, il quale afferma che “è un errore pensare che l’unica forza in gioco nello sviluppo del diritto è la logica, perché dietro di essa in realtà si celano grappoli di giudizi di valore”. Si tratta di un’esigenza che deve trovare applicazione in tutti i settori dell’attività umana. In particolare, il crescente riconoscimento della dignità del lavoro ha fatto sì che l’economia sia andata a incidere sui canoni deontologici delle diverse categorie professionali. Il diritto», prosegue l’autrice, «dovrebbe essere funzionale a scelte politiche laiche e solidali, che mirino alla protezione delle libertà individuali nel loro più delicato equilibrio, garantendo il pluralismo e i diritti delle minoranze e dei più deboli, soprattutto adesso che la pandemia ha reso tutti più fragili, accentuando la solitudine e la diffidenza reciproca. L’inquinamento e le progressive variazioni climatiche fanno parlare già da tempo di etica dell’ambiente e di corretto sfruttamento della natura e delle sue risorse. Anche la medicina deve quotidianamente fare i conti con scelte, fino a pochi anni fa, impensabili. Scelte a volte drammatiche, che devono rispondere a princìpi etici, se mettono in discussione i valori non negoziabili e le questioni eticamente sensibili: si tratta di questioni (come la procreazione assistita o il testamento biologico) che dovrebbero essere affrontate ponendo al centro della riflessione il diritto di vivere una vita “sana” e il dovere di non mortificare la dignità dell’individuo».
In conclusione, l’avvocato Trombino invita a ricordare che «i diritti spettano a tutti, altrimenti non sono di nessuno e che il dovere di uno Stato di diritto è quello di garantire la “convivenza tra le diversità”».