Avvocati in sciopero, saltano 100 udienze

Primo giorno di mobilitazione per 600 toghe marsicane: adesione massiccia. La protesta va avanti per una settimana
AVEZZANO. Primo giorno di sciopero contro la chiusura del tribunale di Avezzano. Adesione compatta dei seicento avvocati del Foro marsicano che, nella giornata di ieri, si sono astenuti dalle udienze. È la prima delle otto giornate previste nel mese di gennaio. Oggi si replica. Sono saltate in un solo giorno oltre cento udienze e questa prima ondata di astensioni durerà fino a martedì 25 gennaio.
RICHIESTE
Gli avvocati rivendicano a gran voce la necessità della presenza di un presidio giudiziario sul territorio. Secondo la legge di riforma sulla geografia giudiziaria, il tribunale di Avezzano, insieme a quelli di Sulmona, Lanciano e Vasto, dovrà chiudere il 14 settembre prossimo. Gli uffici dovranno essere trasferiti all’Aquila e Chieti, dove al momento non ci sono neanche strutture idonee. A detta di avvocati e amministratori comunali, mancano i locali, e non è possibile, secondo quanto previsto dalla stessa legge del 2012, investire fondi per realizzarne di nuovi o metterne in sicurezza altro. La legge infatti era nata nella filosofia del risparmio e della spending review (in Abruzzo era stata congelata in seguito ai terremoti, ndc). Gli avvocati sollecitano una nuova deroga alla chiusura dei tribunali, in attesa che venga preparato il terreno per un eventuale possibile accorpamento o, meglio, una nuova riforma giudiziaria che quest’accorpamento lo eviti.
L’ADESIONE AL 100%
Il presidente dell’Ordine degli avvocati di Avezzano, Franco Colucci, si dice soddisfatto al termine della prima giornata di sciopero. «C’è stata una adesione totale», ha sottolineato, «e lo sciopero continuerà a fasi, per tre mesi. Questo è un messaggio chiaro al governo e alla politica tutta: devono comprendere e ascoltare le esigenze dei territori. Un trasferimento del tribunale sarebbe impensabile e bloccherebbe la macchina della giustizia in modo drammatico, causando danni alla stessa funzione della giustizia. Non è possibile», ha aggiunto Colucci, «attuare in questo momento la riforma del 2012 e questo fatto credo sia incontrovertibile. Continueremo lo sciopero a oltranza, finché non saremo ascoltati dal ministro della Giustizia e finché non comprenderà le nostre ragioni, che sono poi anche quelle di tutta la Marsica e delle altre aree dell’Abruzzo dove è a rischio la chiusura dei tribunali».
LE UDIENZE
Sono più di cento le udienze saltate nella sola giornata di ieri a causa dell’astensione degli avvocati del Foro di Avezzano. Riguardano non solo il settore della giustizia civile e quella del lavoro, ma anche i processi penali. Restano obbligatori soltanto i processi urgenti e le udienze con detenuti. Per il resto, gli avvocati hanno due possibilità per comunicare l’adesione in caso di un udienza: possono farlo inviando una comunicazione ufficiale, oppure presentandosi in tribunale e dichiarando, al magistrato di turno, l’astensione per lo sciopero.
L’ALTRA MOBILITAZIONE
Oltre allo sciopero degli avvocati ci sono altre forme mobilitazione. Nei prossimi giorni si arriverà a una presa di posizione ufficiale dei Comuni marsicani che firmeranno 37 delibere comunali approvate dai consigli a sostegno della protesta contro la chiusura del tribunale di Avezzano. Saranno messe in campo anche altre iniziative al fine di ottenere la proroga alla soppressione delle strutture giudiziarie abruzzesi. Lo sciopero, che interesserà da oggi anche Sulmona, Lanciano e Vasto, culminerà con una manifestazione all’Aquila che si terrà in concomitanza con la presentazione dell’anno giudiziario, prevista per sabato prossimo. Proprio durante l’evento ufficiale, gli avvocati abruzzesi faranno sentire ancora più forte la loro voce. Inoltre, è previsto il 27 gennaio (giovedì) un incontro con i presidenti dei quattro Coa, i 4 sindaci delle città coinvolte e i parlamentari abruzzesi.
IL MINISTRO SI FA ATTENDERE
Nelle prossime settimane è previsto un incontro a Roma con la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, principale oppositrice della proroga. È stato chiesto e promesso, dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, un colloquio con il Guardasigilli. Marsilio aveva avuto mandato dell’assemblea tenutasi ad Avezzano e la ministra aveva assicurato che avrebbe ascoltato con molta attenzione e senza pregiudizi le ragioni dei territori. Ma da allora non si è saputo più nulla dell’incontro e il presidente Marsilio è tornato a sollecitare la ministra. Cartabia ha nuovamente garantito un appuntamento ed entro la fine del mese dovrebbe comunicare questa data.
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