Aziende agricole, no alle multe

Associazione contesta le verifiche a tappeto sui mezzi meccanici da mettere a norma
AVEZZANO. Raffica di multe alle aziende agricole del Fucino mettono in stato di agitazione i coltivatori del territorio. L’associazione culturale agricoltori chiede tempo affinché tutte le aziende locali abbiano il tempo di adeguarsi e mettersi in regole. Nel corso di un affollato incontro gli agricoltori hanno evidenziato una situazione di disagio a causa dei controlli.
«Le aziende sono spaventate», sostiene il presidente Franco Paris. «Il personale addetto ai controlli si presenta sui luoghi di lavoro per controllare ogni dettaglio». Ad esempio, i vecchi mezzi, come un’imballatrice non più utilizzata, non possono stare neanche in magazzino. Così come i genitori che lasciano l’azienda ai figli non possono più stare nei campi. «In un caso in cui il padre era assunto come trattorista», racconta Paris, «doveva stare soltanto sul trattore ma senza svolgere qualsiasi altra mansione. Bisogna fare in modo», spiega Paris, «che i vecchi trattori, patrimonio della storia del Fucino, vengano in qualche modo resi utilizzabili affinché non vengano rottamati di sana pianta». Sono state molte le multe per mezzi non più a norma oggi, anche se omologati all’epoca. Le sanzioni vanno da qualche centinaio di euro fino a due o tremila euro, e anche oltre. Dall’Asl spiegano che i controlli sono quelli di routine e che negli ultimi tempi anche nel Fucino c’è consapevolezza delle nuove normative entrate in vigore ormai da qualche anno. Facciamo i controlli come disposizione regionale», chiarisce Agostino Cerasani, medico legale del servizio di Prevenzione e sicurezza negli ambienti di Lavoro (Psal). «Facciamo i controlli quando le macchine sono dentro, la maggioranza delle aziende è ben messa. Nei primi anni non abbiamo trovato resistenza ma erano poco informati sulle norme e la necessità di mettere a posto le macchine agricole. Ma ora si è sparsa la voce e quindi le cose sono cambiate. Per i privati noi non agiamo, ma ci occupiamo solo delle aziende. Noi guardiamo soprattutto la salute dei lavoratori e dei dipendenti. Anche le associazioni dei coltivatori hanno fatto dei convegni in modo che non si facessero trovare con le macchine fuori norma per evitare multe visto che noi facciamo sanzioni penali. Ma prima di partire con le multe abbiamo sensibilizzato, siamo andati nel territorio, abbiamo spiegato il motivo dei controlli».
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