Babbo presenta la squadra ma iniziano le schermaglie

Al fianco dell’avvocato anche l’ex vicesindaco Emilio Cipollone e due ex assessori Carpineta avverte: «Sì a un confronto, però senza preclusioni e ruoli prestabiliti»
AVEZZANO. Squadra in campo: l’ex consigliere di minoranza, Mario Babbo, è il primo candidato a sindaco ufficiale della città. L’avvocato, con al fianco i supporter, in prevalenza giovani, ha lanciato ufficialmente la corsa elettorale dei quarantenni «mirata al ricambio generazionale alla guida della città, con il supporto dei più maturi. Corsa da portare fino alla meta, a meno che non arrivi la proposta di un Maradona, che non si vede in giro. La sfida nasce dal basso», ha detto Babbo, nell’affollata sala conferenze del municipio, con al fianco il presidente dell’associazione Avezzano nel cuore, Ottaviano Roselli, «ed è aperta al contributo di tutti poiché non vogliamo l’uomo solo al comando, né qualcuno che viene calato dall’alto. La città chiede novità e ricambio generazionale: siamo pronti alla sfida, per rilanciare Avezzano in un’ottica inclusiva. Voglio avere un dialogo con gli altri gruppi civici in movimento, ma andremo fino in fondo al nostro progetto per far voltare pagina alla città».
Babbo, quindi, serra le fila della squadra iniziale, dove, oltre ai tanti giovani e non, sono dati in partita l’ex vicesindaco Emilio Cipollone, gli ex assessori Pierluigi Di Stefano e Roberto Guanciale, l’ex consigliere comunale Gianfranco Gallese, mentre avrebbe dato disponibilità la lista delle periferie “Fuori centro”. Lo stesso Babbo apre ai gruppi civici non allineati, ma tenendo ferma la questione leadership. L’ex consigliere, convinto che alla fine il «centrodestra sarà guidato dall’ex sindaco Gabriele De Angelis», sta lavorando con la squadra per la stesura del programma, aperto al contributo di tutti, con in cima alla lista la difesa del tribunale, la realizzazione del nuovo ospedale, l’apertura del nuovo municipio, l’abbattimento delle barriere architettoniche e la riqualificazione del centro e delle periferie. Al momento, però, tra gli animatori dei gruppi senza partito – in aula erano presenti gli ex amministratori Cristian Carpineta, Alessandro Pierleoni, Domenico Di Berardino e Alessandro Barbonetti, nonché l’ex animatore del civismo, Maurizio Bianchini, ora tra i papabili in quota Fratelli d’Italia – l’apertura condizionata non trova terreno molto fertile.
«Massimo rispetto per la scelta di Babbo», afferma Carpineta, anch’egli avvocato, «però il nostro obiettivo è quello di aprire un tavolo di confronto con tutti i gruppi civici per verificare la possibilità di condividere un percorso comune e condiviso, ma senza preclusioni, né ruoli prestabiliti».
Pronti a dar vita alla coalizione dei gruppi civici, quindi, ma senza fare la ruota di scorta di nessuno. L’operazione dovrebbe essere messa in agenda per la prossima settimana.
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