Baby criminali in aumento «Serve il carcere minorile»

I senatori Fina e Verini al tribunale per i minorenni: impegno alla riapertura Sul centro di prima accoglienza: sovraccarico di personale nella nuova struttura
L’AQUILA. Con l’aumentare degli episodi di baby criminalità che hanno visto protagonisti giovani dai 14 ai 17 anni, torna forte l’esigenza di riaprire il carcere minorile dell’Aquila, chiuso dal 2009. È quanto sostenuto dai senatori del Partito democratico Michele Fina e Walter Verini, in visita al tribunale per i minorenni. Il primo punto al centro della discussione riguarda proprio le sorti del carcere minorile, i cui cancelli sono ormai chiusi da 14 anni, nonostante l’edificio sia stato ristrutturato in seguito al terremoto. Una problematica che i due senatori dem intendono affrontare «con urgenza», visto il boom dei baby criminali in città. «Si è discusso inoltre», sottolineano Fina e Verini, «delle condizioni precarie nelle quali lavora il personale in servizio presso il Cpa, il Centro di prima accoglienza, che accoglie i detenuti in attesa di convalida e dello stato precario dei lavoratori dell’Ussm, l’Ufficio servizio sociale per i minorenni, la cui sede, danneggiata dal sisma del 2017, è situata in una struttura provvisoria che soffre di sovraccarico di personale». I senatori hanno assunto «l’urgenza di affrontare e risolvere queste problematiche nell’ambito del nostro lavoro parlamentare, con il necessario impegno e coinvolgimento concreto di tutti i competenti soggetti locali e nazionali». All’incontro hanno partecipato anche il presidente del tribunale per i minorenni, Cecilia Angrisano, il Procuratore David Mancini, la presidente della Corte d’Appello, Fabrizia Francabandera, e la direttrice del Servizio sociale per i minorenni, Sandra Belloni. La chiusura del carcere minorile era stata tra i punti toccati proprio dalla Francabandera nella relazione per l’inizio dell’anno giudiziario. La presidente della Corte d’Appello aveva parlato di «ulteriore innalzamento del disagio giovanile» e di un «importante aumento dell’afflusso di minori stranieri non accompagnati non fronteggiato da un adeguato sistema di accoglienza», ma anche di «gravi e crescenti problematiche connesse a fenomeni impropri del web». Francabandera aveva inoltre sottolineato la «drammatica insufficienza delle strutture detentive, che impone di utilizzare istituti penali minorili fuori distretto, a loro volta assolutamente inadeguati», e «la carenza strutturale e di personale del Centro di prima accoglienza per minori, situazione gravissima e persino assurda, ove si consideri la nota esistenza dell’edificio adiacente agli uffici giudiziari minorili, progettato come moderno e avanzato istituto penale minorile, di fatto inutilizzato ».
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