Bacchettate al “ribelle” Ciciotti

Politica a Celano, il sindaco Santilli difende la presidente del consiglio Carusi: «Piena solidarietà»
CELANO. Il sindaco Settimio Santilli difende la presidente Lisa Carusi. E bacchetta il consigliere Ezio Ciciotti. Segno che a Celano sono iniziate le fibrillazioni in vista del voto di primavera. «La maggioranza che governa dal 2015 è espressione della lista Una città da amare, di chiara espressione civica», afferma Santilli, «non vedo quali siano le ragioni che possano indurre la presidente del consiglio Lisa Carusi, alla quale confermo piena fiducia e rivolgo la mia più ampia solidarietà, in quanto espressione dell’intera maggioranza e del consiglio stesso ormai da 5 anni, a rassegnare le proprie dimissioni, solo perché magari non si riconosce nel partito di cui fa parte anche Ciciotti». Presa di posizione che arriva all’indomani della richiesta di dimissioni avanzata da Ciciotti, deluso dall’esclusione in Provincia, a suo dire per il mancato sostegno di parte della maggioranza. «Lascia l’amaro in bocca non avere Ciciotti come rappresentante del territorio in Provincia, ma lanciare ora stilettate ai colleghi di maggioranza, accusandoli di non aver espresso il voto in favore di un collega, non cambierà di certo lo stato dei fatti», riprende Santilli, «qualcosa evidentemente non è andato nel verso giusto, siamo in democrazia, ognuno è libero di esprimere il proprio voto come meglio crede, ma queste cose vanno discusse nelle sedi opportune».
Santilli evidenzia ancora che «la maggioranza non è deteriorata da beghe interne», ricordando a tutti di «utilizzare questi sette mesi negli interessi esclusivi della città».
«Il Daspo urbano», aggiunge Santilli, «è uno strumento che va discusso con attenzione prima di essere portato in consiglio e non con un copia-incolla di altre città, per gettare fumo negli occhi all’opinione pubblica. I contenuti portati all’attenzione della maggioranza erano quasi del tutto non rispondenti alla nostra realtà, bensì a ben altre città. Se si vuole adottare uno strumento del genere, e discuterlo, va calato nelle caratteristiche del territorio, utilizzando i dati reali del ministero degli Interni e non quelli percepiti».
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