Bacino imbrifero, Collalto nel cda

Rappresenta il Comune di Avezzano. E sul sovracanone resta lo scontro con Enel
AVEZZANO. La battaglia che da anni i 31 Comuni dell'Aquilano, facenti parte del bacino imbrifero Liri-Garigliano e costituitisi in Consorzio, conducono per ottenere dalle società elettriche il pagamento del sovracanone, comincia a dare i primi frutti. La Burgo, infatti, ha già versato nelle casse del Consorzio 200 mila euro, somma che riguarderebbe gli arretrati relativi agli anni 2015-2020. Lo ha reso noto Tonino Mattei, presidente dello stesso Consorzio, nel cui direttivo, da qualche giorno, è entrata a far parte anche una rappresentante del Comune di Avezzano: Federica Collalto. Gli altri componenti del direttivo sono: Ermero Antonini (Canistro), Antonio Mercuri (Bisegna), Marco Liberatore (Ovindoli). Il 7 giugno Mattei incontrerà a Roma i vertici della Federbim, che raggruppa 65 Consorzi in tutta Italia, per sollecitarli a intervenire sull’Enel, la società che gestisce il maggior numero di impianti elettrici, affinché, senza ulteriori indugi, sborsi quanto dovuto. «Qualora l’Enel dovesse continuare a temporeggiare», avverte Mattei, «ci vedremo costretti a rivolgerci a un legale per ottenere ciò che ci spetta. Ma a questo non vogliano arrivarci. Abbiamo appreso che la società sarebbe disposta a una transazione. Deve essere però chiaro che sull’entità della somma non intendiamo transigere, perché, come ha stabilito la Cassazione, il sovracanone è considerato come un tributo destinato a un fondo comune, gestito da consorzi, al fine di promuovere lo sviluppo sociale ed economico delle popolazioni interessate». Il numero delle società interessate, secondo Mattei, si aggira intorno a 35. Il braccio di ferro tra Comuni e società elettriche si trascina dal 2012, allorché la legge di stabilità stabiliva che i sovracanoni fossero estesi a tutti gli impianti di produzione di energia idrolettrica superiore a 220 kw, ricadenti nei comuni non solo «rivieraschi», ma anche in quelli dei «bacini imbriferi», indipendentemente dalla quota altimetrica. (n.m.)
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