Bagni pubblici chiusi da tempo: protesta di un barbiere esausto
SULMONA. «Per fare pipì in questo locale il costo è di euro?». È la protesta, singolare, del barbiere di via Gramsci, Mario Petrella, che ha affisso un cartello sulla porta d’ingresso del suo salone....
SULMONA. «Per fare pipì in questo locale il costo è di euro?». È la protesta, singolare, del barbiere di via Gramsci, Mario Petrella, che ha affisso un cartello sulla porta d’ingresso del suo salone. Con un video diffuso sui social, il barbiere mostra tutto il suo sdegno per la prolungata chiusura dei bagni pubblici che spingono turisti e cittadini a bussare alle attività commerciali. Nonostante la petizione con 200 firme, dal Comune non hanno dato alcun riscontro alla richiesta della riapertura dei bagni pubblici.
«I servizi igienici della mia attività non sono a disposizione della città, ma solo della clientela», dichiara Petrella, tra i firmatari della petizione. «La mia vuole essere una provocazione per spronare chi di dovere a darsi da fare».
I bagni pubblici erano stati vandalizzati e chiusi lo scorso 4 gennaio quando le operatrici della cooperativa, che si occupava delle pulizie, avevano rinvenuto i sanitari completamente distrutti sia all’interno dei bagni sia sul corridoio, dove, peraltro, erano stati rinvenuti rifiuti vari e lattine di birra. (a.d.a.)

