Bagni pubblici chiusi Il Comune ora punta su due prefabbricati

Soluzioni tampone in attesa di riqualificare le strutture Il caso finisce in commissione: «Problema finora ignorato»
L’AQUILA. Dal 7 gennaio, quando è scaduto l’affidamento della gestione a una cooperativa, L’Aquila non ha più bagni pubblici. Sia quello di piazza Palazzo che quello di viale Ovidio sono inagibili.
Sulla struttura di viale Ovidio il Comune sta già facendo dei lavori e si spera di riaprirla presto anche se dovrà essere individuato un altro gestore perché la cooperativa che se ne occupava fino a un mese fa non intende più proseguire. Per i bagni pubblici di piazza Palazzo la questione è più complessa. L’intenzione del Comune è di riqualificare radicalmente la struttura ma contestualmente alla ripavimentazione di piazza Palazzo per la quale è stata presentata una scheda-progetto per avere i soldi del Pnrr (Piano nazionale ripresa e resilienza).
I tempi però saranno più lunghi e allora la soluzione che si sta facendo strada è di acquistare due bagni prefabbricati – che andranno collegati con le fognature – uno da collocare a piazza Palazzo e un altro, sempre nel centro storico, in una zona da individuare.
L’assessore Vito Colonna non ha escluso che possano essere a pagamento (nel senso che si inserisce la moneta e si apre la porta) e naturalmente fruibili dai portatori di handicap.
Altra questione è quella della necessità dell’apertura notturna dei bagni per cercare di contenere la pessima abitudine di utilizzare ogni angolo della città con conseguenze dal punto di vista igienico facilmente immaginabili. Tenerli aperti anche di notte ha chiaramente un costo maggiore. Dei bagni pubblici si è parlato ieri mattina, su sollecitazione del consigliere comunale di Italia Viva Paolo Romano, nella commissione di Garanzia e controllo (la quinta), presieduta dal consigliere Giustino Masciocco.
Al termine della seduta il consigliere Lelio De Santis ha diffuso una nota nella quale si sostiene che «da anni le due strutture dei bagni pubblici sono inadeguate e hanno bisogno di lavori importanti che l’amministrazione comunale solo in questi giorni ha deciso di programmare. Intanto», aggiunge il consigliere d’opposizione, «la cooperativa sociale è stata costretta a licenziare le sei persone che dal 2007 assicuravano il servizio. Ma soprattutto la città è priva di un servizio essenziale a disposizione dei cittadini e dei turisti. L’amministrazione comunale, che sta utilizzando ingenti risorse finanziarie per diversi e importanti progetti di riqualificazione della città, ha dimenticato o non ha riservato la giusta attenzione a un servizio indispensabile per evitare l’indecenza e il degrado che attanagliano i vicoli del centro storico, in particolare, durante le ore notturne. Questa situazione, d’altra parte, non è un bel biglietto da visita per i turisti che arrivano in città e che si sentono non accolti in modo dignitoso. C’è da augurarsi che, a breve», conclude Lelio De Santis, «venga riaffidato il servizio, salvaguardando il posto di lavoro delle sei persone che erano impegnate nel servizio, di cui quattro con disabilità».
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