Balli e stornelli dei genitori contro la movida violenta

Un gruppo di over 50: tutti i lunedì saremo nei vari locali per insegnare ai giovani come divertirsi senza alcol e droghe
SULMONA. Balli e stornelli contro la movida violenta e selvaggia. Scendono in pista gli over 50 per rivitalizzare il centro storico. Una chitarra, una vecchia canzone e tanta allegria per sconfiggere le serate di violenza e di droga che sempre più spesso, negli ultimi tempi, stanno riempiendo le pagine di cronaca.
Una trentina di amici tra i 50 e i 60 anni, quasi tutti genitori, hanno deciso di mandare un messaggio ai giovani non a parole ma con i fatti. Hanno deciso che tutti i lunedì si daranno appuntamento in un locale della città, per rallegrare le serate dei turisti e di quanti vorranno aggregarsi all'allegra compagnia. Primo appuntamento al “Pensavo peggio”, un locale caratteristico di via Barbato. Tra una risata e un’altra, tra un ballo e un saltello hanno risvegliato dal torpore un centro storico da troppo tempo impaurito e terrorizzato dalle scorribande di vandali e giovani violenti.
Mattatore della serata Cesare Antomarchi che con la sua chitarra è riuscito a entrare nell'anima e nei cuori dei presenti e dei tanti turisti e avventori che si sono aggiunti man mano all'allegra compagnia. È bastato intonare la prima canzone e poi la magia della musica ha conquistato tutti.
«Il nostro vuole essere un messaggio ai più giovani che non sanno più divertirsi», afferma Antomarchi, ex dj degli anni 70 nelle radio libere dell'epoca, «non servono droghe o additivi vari che portano solo tanti guai. È sufficiente una chitarra o un mandolino e il resto viene da sé».
«È vero, i giovani probabilmente diranno che non siamo normali», sottolinea Rosanna Sebastiani, «ma un gruppetto di amici affiatati, e possibilmente intonati, con una chitarra può fare il miracolo tanto atteso in questa città, ridare vita a un centro storico morto, attirare la curiosità di turisti stranieri e persone "normali" che vengono a guardarci stupiti... e il tutto nel pieno rispetto delle regole. In fondo, a mezzanotte sbaracchiamo sempre».
Claudio Lattanzio
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