Banca condannata a risarcire un cliente

7 Novembre 2018

Sulmona, la Bnl dovrà restituire 400mila euro a un imprenditore per aver trattenuto dal suo conto somme non dovute

SULMONA. In diciassette anni l’istituto di credito dove aveva aperto il conto gli avrebbe trattenuto somme relative a interessi per operazioni e per anticipi di cassa su contratti e fatture per oltre 300mila euro. Soldi che ora la sede sulmonese della Banca nazionale del Lavoro dovrà restituire a un imprenditore locale che si era rivolto alla giustizia dopo aver riscontrato evidenti anomalie alla chiusura del suo conto corrente. Lo ha deciso il giudice del tribunale di Sulmona Giuseppe Ferruccio che, nella sentenza depositata l’altro giorno, ha condannato la banca al pagamento di 417mila euro nei confronti dell’imprenditore più quasi 13mila euro per le spese legali. Una sentenza che mette un punto fermo sul rapporto tra istituti di credito e clienti e sulle regole che dovrebbero caratterizzarlo. Regole troppo spesso aggirate dalle banche e quasi sempre sopportate dai clienti che, pur di risolvere contingenti problemi di liquidità, accettano condizioni capestro decise in maniera unilaterale da alcuni istituti di credito.
Una situazione ben spiegata dallo stesso imprenditore sulmonese che opera nel campo dell’edilizia.
«Ho deciso di chiamare in giudizio la banca quando mi sono accorto che sul conto corrente figuravano delle operazioni non troppo chiare», spiega l’imprenditore, «soprattutto sull’emissione degli assegni di pagamento nei confronti dei miei clienti o sull’anticipo fatture o cambiali». L’imprenditore ha spiegato, per esempio, che la banca ha sempre calcolato gli interessi sulla data di emissione degli assegni e non sulla data in cui quegli assegni venivano incassati dai clienti.
«E su un giro considerevole di assegni è normale che, nel corso degli anni, le somme incassate indebitamente dalla banca diventino consistenti». Il conto corrente che alla fine ha fruttato all’imprenditore edile oltre 400mila euro, era stato acceso nel 1999 e chiuso nel 2016. Il ricalcolo delle somme non dovute alla banca e quindi da rimborsare al cliente, è stato affidato a un perito nominato direttamente dal Tribunale che, esaminando passo passo gli estratti conto, è arrivato a determinare la cifra che comprende anche gli interessi nel frattempo maturati. Naturalmente soddisfatto per l’esito del procedimento giudiziario l’avvocato Alessandro Margiotta che ha curato l’intera pratica. «Sono molti i correntisti che non verificano le condizioni che vengono applicate sui loro conti», ha sottolineato il legale sulmonese.
A questo punto la Banca nazionale del Lavoro potrebbe decidere di ricorrere in appello contro la sentenza. Ma nel frattempo l’imprenditore è deciso a chiedere il conto alla banca sulla scorta della sentenza di primo grado.
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