Banca degli occhi, l’Abruzzo indietro per numero di donazioni

3 Febbraio 2020

Il primario Genitti: sono duecento l’anno, siamo a un quinto rispetto allo standard nazionale Le performance migliori sono nel Nord Italia. Da noi non è molto diffusa questa cultura

L’AQUILA. Le cornee arrivano da tutto l'Abruzzo. Circa 200 donazioni l'anno: tessuti che confluiscono alla Banca degli occhi dell'ospedale San Salvatore, centro di eccellenza diretto da Germano Genitti, oftalmologo e primario del reparto ospedaliero di Oculistica. Qui, vengono “processate” – termine che indica la fase di studio e di preparazione – prima dell'invio agli ospedali di tutta Italia, che ne fanno richiesta per i trapianti. L'attività della Banca degli occhi vanta numeri di assoluto rilievo: 10mila prestazioni ambulatoriali l'anno e 2mila interventi chirurgici.
Ma è sulle donazioni che l'Abruzzo perde terreno: non più di 200 nel 2019, con un trend perfettamente in linea con gli anni precedenti. Appena un quinto, rispetto alla media nazionale.
TISSUE-BANKING. L’attività dell’Unità operativa Banca degli Occhi-microchirurgia oculare è organizzata in due settori: il tissue-banking, cioè la raccolta, analisi, conservazione e distribuzione dei tessuti donati e certificati idonei al trapianto, che la pone come Centro di riferimento regionale per le donazioni di cornea e membrana amniotica, e il settore clinico-chirurgico dell’oculistica ospedaliera del San Salvatore.
«Ogni anno», spiega il dottor Genitti, «eseguiamo circa 10.000 prestazioni ambulatoriali e più di 2mila interventi chirurgici, tra cataratte, glaucomi, distacchi di retina e chirurgia vitreo retinica, trapianti e iniezioni di anti Vegf per maculopatie. I due settori collaborano, soprattutto, per l’attività chirurgica di trapianto di cornea e di impianto della membrana amniotica: la disponibilità nella Banca degli occhi di tessuti idonei al trapianto, permette di eseguire trapianti di cornea e impiantare i segmenti di membrana amniotica per le patologie più complesse della superficie oculare, potendo contare su tessuti “locali”, senza dovere ricorrere ad approvvigionamenti da altre Banche italiane».
Dei 2mila interventi, un migliaio riguardano la cura della cataratta, oltre 500 le patologie retiniche e 500 trapianti, operazioni per glaucoma e altre patologie.
POCHE DONAZIONI. In Abruzzo si dona poco. Lo dimostra il numero di cornee che confluisce, ogni anno, alla Banca degli occhi dell'ospedale aquilano. «Il 90% delle donazioni complessive, in Italia, fa riferimento al Nord», sottolinea Genitti, «in Abruzzo la media è più bassa di un quinto rispetto al trend nazionale». Tutti i prelievi di cornee eseguiti dagli ospedali abruzzesi arrivano al San Salvatore, dove i tessuti vengono processati e valutati prima dell'invio nelle strutture sanitarie che ne fanno richiesta per i trapianti. «Occorre sensibilizzare alla cultura della donazione», afferma Genitti, «per salvare vite e risolvere patologie importanti».
VENTI CANDELINE. La Banca degli occhi compie quest'anno il ventennale dalla fondazione. Operativa dal 2000, si è arricchita, negli ultimi tempi, delle procedure di conservazione del tessuto osseo, con un totale di oltre 3mila tessuti processati e dell'attività del reparto oculistico ospedaliero che conta 40mila visite e 10mila interventi chirurgici, con strumenti all'avanguardia come il femtolaser, microscopi operatori con Oct integrato e sistemi faco-vitrectomi di ultima generazione, che permettono di eseguire interventi di cataratta e di microchirurgia di altissima precisione. La Banca degli occhi, certificata dal Centro nazionale trapianti come Centro di riferimento regionale per le donazioni e i trapianti di cornea e per le membrane amniotiche, è anche un polo di eccellenza per la terapia delle maculopatie, per la chirurgia vitreoretinica e il glaucoma. «È una delle poche unità operative Asl», conclude Genitti, «dotate di un sistema gestione qualità certificato, che consente di lavorare secondo procedure operative codificate e controllate, per uniformarsi agli standard europei».
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