Bancarotta con i supermercati: Gianni Paris tra i sette indagati

5 Novembre 2022

Accertamenti della Finanza scattati dopo la denuncia dei dipendenti rimasti senza stipendio Coinvolti presunti prestanome e l’avvocato-imprenditore presidente dell’Avezzano calcio  

AVEZZANO. Una presunta bancarotta nella gestione di quattro supermercati, sottraendo una grossa quantità di denaro tramite passaggi di società. Con questa accusa sono finiti nella rete della Fiamme gialle sette persone tra imprenditori e possibili prestanome. Creditori e dipendenti non venivano più pagati tanto che a far scattare l’indagine è stata proprio la denuncia di alcuni lavoratori rimasti senza stipendio per mesi. Tra gli indagati anche il presidente dell’Avezzano calcio, l’avvocato Gianni Paris, che secondo l’accusa (tutta da dimostrare), pur essendo stato interdetto dall’attività imprenditoriale, continuava a gestire un’impresa commerciale.
L’OPERAZIONE
È stata eseguita dalla compagnia della Guardia di finanza di Avezzano su delega della Procura della Repubblica di Tivoli. Le Fiamme gialle hanno concluso le indagini finalizzate al contrasto dei reati fallimentari. Gli accertamenti hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio firmata dal procuratore della Repubblica laziale, Francesco Menditto, nei confronti dei sette accusati che gestivano punti vendita in diverse località, tra cui, nella Marsica, ad Avezzano e Tagliacozzo.
GLI ACCUSATI
Nel corso delle indagini sono state individuate sette persone, ognuna delle quali risultata coinvolta a vario titolo in più fatti ricondotti al reato di bancarotta fraudolenta. Si tratta di Massimo Palmieri, 61 anni, di Subiaco, Daniele Caringi, 39 anni, di Avezzano, Costantino Lucarelli, 43 anni, di Luco dei Marsi, Antonella Mancini, 58 anni, di Agosta (Roma), Lorenzo Palmieri, 39 anni, di Agosta (Roma), Andrea Corazza, 32 anni, nato all’Aquila ma residente a Borgorose, Gianni Paris, 49 anni, avvocato di Avezzano.
L’INCHIESTA
Tutto è partito da una denuncia per truffa presentata da alcuni dipendenti di uno dei supermercati riconducibili alla catena commerciale gestita da una società con sede a Tagliacozzo. Le indagini di polizia giudiziaria sono apparse da subito molto complesse perché si sono allargate a diversi territori per fare luce anche sulla gestione di altre quattro società, tutte relative a dei supermercati con sede ad Avezzano, Subiaco e Tagliacozzo. Le attività di indagine, durate oltre un anno, sono state eseguite attraverso l’analisi dei conti correnti nella disponibilità delle società e degli amministratori e sono state indirizzate all’accertamento degli effettivi flussi di cassa generati nel corso delle attività commerciali. Inoltre, sono state eseguite delle ispezioni delle Fiamme gialle finalizzate a individuare i diversi ruoli delle persone coinvolte nelle indagini, in particolare quelli di che erano a capo della piramide e quelli che facevano soltanto da prestanome.
IL SISTEMA
Nello specifico, secondo la ricostruzione dei finanzieri, nella gestione delle società coinvolte non venivano pagati i debiti tributari e quelli contratti con i fornitori di generi alimentari e bevande. Gli indagati, per la Procura di Tivoli, avevano generato, in breve tempo, un imponente passivo contabile, determinando uno stato di insolvenza di una delle società e portandola al fallimento. Il danno accertato dalle fiamme gialle è stato quantificato con un passivo in oltre un milione e mezzo di euro. Sempre per l’accusa, Paris ha esercitato un’impresa commerciale nonostante ci fosse a suo carico un provvedimento interdittivo precedentemente emesso dal tribunale. Le attività di indagine hanno consentito di accertare presunti reati che, secondo la Guardia di finanza, mettevano in difficoltà l’economia di mercato dei territori coinvolti. Nella nota diffusa dal comando provinciale delle Fiamme gialle dell’Aquila, a firma del procuratore della Repubblica, Menditto, viene precisato che la comunicazione è stata fatta «nel rispetto dei diritti degli indagati, al fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente garantito» e che gli accusati «sono da ritenersi presunti innocenti in considerazione dell’attuale fase di indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile».
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