Avezzano

Bancarotta per 2,5 milioni: tre imputati dichiarati innocenti dopo sette anni

6 Luglio 2026

Il processo ad Avezzano. Erano accusati di aver occultato i libri contabili della Ecomax: ora c’è l’assoluzione con la formula «per non aver commesso il fatto»

AVEZZANO. Si è concluso con una sentenza di assoluzione il lungo procedimento per bancarotta fraudolenta relativo al fallimento della Ecomax srl, società dichiarata fallita dal tribunale di Avezzano nel novembre 2014. Dopo circa sette anni di dibattimento, il collegio del tribunale di Avezzano, presieduto dalla dottoressa D’Orazio, ha assolto tutti gli imputati con la formula «per non aver commesso il fatto», ponendo fine a una vicenda giudiziaria particolarmente complessa.

L’indagine aveva preso avvio in seguito al dissesto della società, alla quale veniva attribuito un passivo fallimentare pari a 2.449.736,96 euro, valore che aveva dato origine alle contestazioni di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale.

Secondo l’impostazione accusatoria formulata nella fase delle indagini preliminari, la legale rappresentante della società, in carica dal 30 giugno 2008 al 16 ottobre 2012 e successivamente amministratrice di fatto fino alla dichiarazione di fallimento, avrebbe distrutto o comunque sottratto i libri e le altre scritture contabili della società, rendendo impossibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari.

Agli imputati veniva inoltre contestata la distrazione di beni appartenenti alla società fallita. Tra questi figuravano numerosi macchinari, tra cui carroponte, piegatrici, nastri sega, saldatrici, attrezzature per ufficio e altri beni strumentali, per un valore complessivo indicato nei bilanci al 31 dicembre 2011 di 335.401 euro.

Secondo l’originaria ricostruzione dell’accusa, tali beni sarebbero stati trasferiti nei locali della società Antonini srl, amministrata da uno dei coimputati. Nel procedimento risultavano imputati Patrizia Petitto, ritenuta la principale indagata, Achille Petitto e Francesco Di Gruso.

Al termine del lungo iter processuale, tuttavia, il tribunale ha escluso la loro responsabilità penale, pronunciando nei confronti di tutti una sentenza di assoluzione. La difesa di Patrizia Petitto è stata affidata all’avvocato Domenico Quadrato, affiancato dagli avvocati Mario Flammini e Luca Ciaglia del Foro di Roma, che hanno sostenuto le ragioni degli imputati nel corso dell’intero dibattimento.

Con la decisione del collegio si conclude così una vicenda giudiziaria durata sette anni, che ha visto il completo proscioglimento degli imputati da tutte le accuse di bancarotta fraudolenta formulate all’inizio dell’inchiesta.

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