Banchi sfalsati per consentire a tutti di rientrare in classe

18 Settembre 2020

Istituto D’Aosta, la preside: «No doppi turni o lezioni on line» Otto gli ingressi per evitare il rischio di assembramenti

L’AQUILA. La necessità aguzza l’ingegno. Per garantire il distanziamento fisico, e al tempo stesso consentire a tutti quanti gli studenti di rientrare in classe, l’uovo di Colombo trovato dalla dirigente dell’istituto d'istruzione superiore “Amedeo d’Aosta” dell’Aquila, Maria Chiara Marola, insieme al resto del personale (docente, Ata e amministrativo), è stato disporre i banchi in maniera “sfalsata”, asimmetrica, quasi a spina di pesce, prevedendo un solo studente per banco.
«In questo modo», spiega la professoressa Marola, «sarà assicurata a tutti la didattica in presenza e non dovremo ricorrere a quella mista con le lezioni on line né ai doppi turni».
I banchi, però, almeno all’inizio, non ci saranno per tutti: «Siamo ancora in attesa di ricevere i 600 che abbiamo ordinato al ministero, di cui solo una minima parte con le rotelle. Purtroppo», continua la dirigente scolastica, «per qualche giorno, in alcune classi, i ragazzi dovranno sacrificarsi usando solo le sedie».
Il d’Aosta è un istituto grande, frequentato da 1.100 studenti. Adeguare le classi e in generale gli spazi alla normativa anti-Covid non è stato semplice, racconta Marola: «Abbiamo passato l’estate a fare prove e misurazioni. Siamo riusciti a ottenere nuove aule recuperando stanze che non utilizzavamo più, oppure ampliando quelle che già c’erano. Abbiamo dovuto riadattare anche due laboratori, ma ne abbiamo a sufficienza per compensare quelli persi. Anche la sala conferenze sarà adibita a aula per la didattica, ma non la palestra e l’aula magna, che non erano idonee. Tutto ciò è stato possibile grazie alla Provincia, che ha eseguito in tempi record i lavori. D’accordo con l’Ufficio scolastico regionale, poi, abbiamo “spacchettato” quattro classi troppo numerose. Grazie alle tante uscite di sicurezza di cui dispone il nostro edificio, siamo riusciti a creare otto ingressi differenti, per evitare file e assembramenti sia prima che dopo le lezioni, organizzando gli orari in modo che non tutti i ragazzi entrino e escano alla stessa ora. Per quanto riguarda, invece, la misurazione della temperatura, la faremo a campione, posto che a pensarci dovranno essere le famiglie a casa. Prenderla tutti i giorni a tutti i nostri studenti sarebbe stato impensabile e avrebbe creato inevitabilmente assembramenti».
E in classe, come dovranno comportarsi gli studenti? «Per alleggerire la giornata, abbiamo raddoppiato le pause: saranno due», spiega la professoressa Marola, «una alla fine della seconda ora e una al termine della quarta. Saranno entrambe di dieci minuti, ma durante questo lasso di tempo non sarà possibile uscire dall’aula né andare nei corridoi».
Sul fronte cattedre, invece, conclude Marola, «abbiamo ancora qualche posto vacante, ma l’Ufficio scolastico è al lavoro per ultimare le nomine. Sul fronte del sostegno, invece, non abbiamo problemi: tutti i posti sono coperti. Ma attendiamo ancora direttive per gli studenti con fragilità».
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