Banda larga, Telecom non ha le carte

Il Tar affida i lavori a Ngi. La motivazione : «Mancano alcune informazioni che sono previste dall’Anticorruzione»
L’AQUILA. Guerra di carte bollate per l’assegnazione dell’importante appalto di oltre 7 milioni di euro per la realizzazione e ammodernamento della rete a banda larga nella regione per le pubbliche amministrazioni, imprese e privati.
I giudici del Tar dell’Aquila, hanno infatti respinto la richiesta di sospensiva chiesta da Telecom per annullare l’affidamento concesso a Ngi spa.
Alla base della decisione, per la quale si attende il merito, un percorso amministrativo molto complesso: esiste una ditta, la Infratel, emanazione del ministero per lo Sviluppo economico, cui è stato affidato il compito di provvedere alla selezione per individuare il concessionario del finanziamento comunitario. Alla gara hanno partecipato due colossi del settore: la Telecom e la Ngi.
Per ottenere i lavori occorreva dichiarare che la compagine sociale, ovvero i dirigenti con funzioni specifiche relative alla concessione del contributo o alla stipula del contratto, non fossero stati destinatari di provvedimenti giudiziari per determinati reati penali, come, per esempio, la turbativa d’asta.
La Telecom inizialmente non ha fornito alcuna comunicazione. In un secondo momento, su richiesta della commissione di gara, cioè la Infratel, ha inviato una dichiarazione che per commissione era inadeguata.
In sostanza, con la interpretazione data dalla Telecom, si è limitato il numero di soggetti indicati che non avessero subìto i succitati provvedimenti penali.
Di conseguenza, ritenuta la dichiarazione fatta dalla Telecom parziale, la Infratel l’ha esclusa e ha destinato di fatto il contributo per il progetto alla Ngi che è una società con sede a Busto Arsizio.
Questa la motivazione del Tar. «La domanda cautelare», si legge nella motivazione, «non appare meritevole di positiva considerazione in quanto la dichiarazione resa da Telecom Italia il 16 novembre 2015, in seguito alla richiesta istruttoria di Infratel, contiene una precisazione che, più di una mera interpretazione della clausola stessa, sembra apportare una vera e propria condizione limitativa». Questa limitazione non appare conforme, per i giudici, «al protocollo di azione e vigilanza collaborativa sottoscritto dall’Anticorruzione il 17 marzo 2015».
Nella motivazione del provvedimento deciso dal collegio composto dai giudici Antonio Amicuzzi, Paolo Passoni, Lucia Gizzi, le spese sono state compensate. Certo è che nel merito Telecom potrà integrare i dati mancanti. La Ngi è assistita dall’avvocato Riccardo Lopardi del Foro dell’Aquila.
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