Banditi assaltano le Poste: fuga con oltre 60mila euro

15 Aprile 2023

I due rapinatori minacciano la direttrice e i sette impiegati, poi svuotano il caveau Colpo preparato. L’ufficio aveva chiuso al pubblico, il denaro destinato al Postamat 

L’AQUILA. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, aveva da poco lasciato L’Aquila – dopo aver parlato anche di sicurezza e aver presieduto il comitato per l’ordine pubblico – quando due banditi hanno assaltato l’ufficio postale di via Carabba, portando via oltre 60mila euro in contanti.
Quasi profetiche le parole del titolare del Viminale, quando ha parlato di isola non più felice. Il colpo di ieri mette un sigillo alle parole del rappresentante del governo.
«Fate quello che diciamo e non vi succederà niente». I due rapinatori si sono presentati in questo modo agli impiegati delle Poste di via Carabba. Parlavano, a detta di alcuni testimoni, con accento romano. Erano da poco passate le 13.30. L’ufficio postale aveva appena chiuso al pubblico e i dipendenti, sette più la direttrice, stavano sbrigando le ultime operazioni quando sono stati interrotti dall’irruzione di due rapinatori. I banditi, con il volto travisato da cappelli e mascherine, hanno utilizzato una carta di credito e un ferro per aprire le porte scorrevoli. Poi, una volta dentro, hanno minacciato il personale in servizio e si sono fatti consegnare il denaro. Erano armati? Non si sa. Hanno semplicemente simulato di avere un’arma sotto ai giubbini. I dipendenti, sotto choc, non hanno saputo fornire particolari dettagli dell’accaduto. I due si sono diretti verso il caveau. Dentro c’erano molti soldi perché una parte doveva servire a riempire la cassa del Postamat in vista del weekend. Sono bastati pochi istanti ai malviventi per mettere le banconote in due borsoni e far perdere le loro tracce. In preda al panico, gli operatori delle Poste non sono riusciti a vedere come e in che modo è avvenuta la fuga: a piedi, a bordo di una moto oppure su un’auto guidata da un complice che li attendeva nei paraggi.
È stata la direttrice a lanciare l’allarme. Sul posto si sono precipitati gli agenti della Squadra volanti e della Mobile. Che conducono le indagini. Si stanno visionando le telecamere nella zona per cercare di identificare gli autori del colpo. Quasi certamente, viste le modalità, la rapina era stata preparata e, presumibilmente, era stato compiuto anche un sopralluogo nell’ufficio (i due sapevano con esattezza dov’era il caveau).
Si tratta della seconda rapina in pochi mesi in città. Il 27 gennaio due banditi armati di pistole avevano fatto irruzione nella gioielleria Ranieri di corso Vittorio Emanuele, nel pieno centro storico, portando via tre Rolex, nove Omega e due Tudor, per un valore di 100mila euro. Dopo due mesi di serrate indagini la Mobile dell’Aquila ha arrestato quattro persone.
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