Bandito evita l’arresto dopo cinque reati

L’ultimo caso: tenta di rapinare il dipendente di un bar, ma scatta solo la denuncia. Poi però torna e minaccia la titolare
AVEZZANO. Nel violento quartiere attorno alla stazione ferroviaria si consuma l’ennesimo episodio da far west che resta impunito. Un nordafricano armato di coltello molesta il dipendente di un bar e tenta di rapinarlo del portafogli. Gli agenti del commissariato di polizia rintracciano il giovane dopo aver visionato i filmati delle telecamere nel locale di corso della Libertà. Ma la Procura nega l’arresto perché è trascorsa più di un’ora dalla flagranza. Così è la quinta volta che lo straniero 19enne, noto per una serie di precedenti fatti di furti e violenze varie, la fa franca. Il giovane, dopo una “semplice” denuncia, torna nel bar e minaccia la proprietaria con un coltello. Una mezz’ora dopo nel sottopasso di via Don Minzoni-via Pagani, non lontano dalla stazione ferroviaria, è stato trovato accoltellato un marocchino (non è grave) e la polizia sospetta che l’aggressione sia opera dello stesso nordafricano autore del tentativo di rapina nel bar.
Appena tre giorni prima nella stessa zona l’aggressione a due poliziotti, tra i quali il dirigente del commissariato Paolo Gennaccaro, sfociata in un arresto e una denuncia. Senza contare i furti nelle auto in sosta e gli episodi di spaccio lamentati da commercianti e residenti riuniti in un Comitato pro-sicurezza. In settimana il sindaco Gabriele De Angelis ha promesso di incontrare il prefetto Giuseppe Linardi per affrontare il problema di piazza Matteotti e zone limitrofe. Ma intanto divampano le polemiche.
«Abbiamo lasciato in eredità al sindaco De Angelis tanti progetti, che oggi spende come suoi», lamenta Gianni Di Pangrazio, ex sindaco e attualmente a capo dell’opposizione, «e tanti già programmati, tra cui il Piano sicurezza, pianificato di concerto con il prefetto, che vedeva suddivisa la città in quattro quadranti, ognuno dei quali affidato ai diversi corpi delle forze dell’ordine. Anche questo progetto, come altri cruciali per Avezzano, pare rinviato sine die, ed è sconcertante di fronte allo stato di abbandono in cui versano non solo le periferie, ma anche il centro. Il caos in cui sprofonda la città in modo tanto evidente quanto rapido è la prova chiara di quanto poco valgano chiacchiere e spot elettorali, o sopralluoghi che sono solo passerelle, dove invece occorrono competenza e capacità amministrativa. In pochi mesi la città sembra tornata indietro di dieci anni. Invitiamo il sindaco De Angelis ad amministrare con concretezza e a procedere, senza altre perdite di tempo, al varo di questo progetto. Tra l’altro, grazie al decreto Minniti sulla sicurezza urbana, oggi un sindaco ha tanti strumenti in più per fare azioni incisive a tutela della sicurezza».
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