Bando per l’ex convento A San Bernardino andrà l’Archivio di Stato

Di Maio, dirigente del Provveditorato: «Lavori da avviare entro l’anno» Fino al 2009 era un distretto militare, in un’area rimarranno i frati
L’AQUILA. Uscirà a giorni il bando per il recupero dell’ex convento di San Bernardino, distretto militare fino al 2009, destinato a ospitare i locali dell’Archivio di Stato. Ad annunciarlo è l’ingegnere Gennaro Di Maio, dirigente tecnico del Provveditorato interregionale Lazio, Abruzzo e Sardegna (stazione appaltante), che spiega: «La speranza è che i lavori possano partire entro l’anno». Il consolidamento e il restauro strutturale dureranno due anni e costeranno circa 8 milioni di euro. Al termine di questo primo intervento ci sarà bisogno di un secondo lotto, relativo alla parte architettonica della struttura e all’impiantistica.
BANDO EUROPEO
Per procedere al recupero strutturale del convento di San Bernardino, l’ex distretto militare, c’è bisogno di una gara d’appalto europea. «Entro fine mese intendiamo avviarla», continua Di Maio. «Stiamo lavorando a tappe forzate, soprattutto per il fatto che l’Archivio di Stato attualmente è molto sacrificato nei locali di Bazzano. Abbiamo già l’approvazione della Soprintendenza e abbiamo raccolto i vari pareri».
NON SOLO ARCHIVIO
L’ex convento resterà in parte a uso dei frati di San Bernardino, rispettando la destinazione originaria. Nella restante parte della struttura, molto grande, dovrebbero trovare sistemazione, in futuro, l’Archivio di Stato, il Segretariato del ministero alle attività culturali e il Nucleo carabinieri per la tutela del patrimonio storico-artistico. L’Archivio occuperà la parte più consistente dell’area, quasi 4mila metri quadrati.
IL CONVENTO
La struttura è adiacente alla basilica e fu realizzato tra il 1459 e il 1471. Il convento è strutturato intorno a quattro grandi chiostri, dei quali due utilizzabili dai frati bernardiniani dopo il passaggio dell’intero complesso allo Stato nel 1866.
LA NUOVA DISTRIBUZIONE
«La struttura resterà molto simile al pre-terremoto», dice Di Maio. «La distribuzione all’interno sarà lievemente adattata per fare in modo che la proprietà del convento non abbia compenetrazioni con gli uffici». La struttura è già stata ceduta dal demanio militare a quello civile.
TRE SECOLI DI STORIA
L’obiettivo del restauro è soprattutto quello di ridare una sede più adeguata all’Archivio di Stato, nato nel 1812 a seguito del regio decreto di Gioacchino Murat che prescriveva la costituzione di un Archivio provinciale destinato a deposito delle carte pubbliche prodotte nel territorio della Provincia. Si cominciò concretamente a formarlo nel 1835 al piano terra dell’ex convento di Sant’Agostino trasformato in palazzo dell’Intendenza. Dal terremoto del 2009 l’istituto ha sede a Bazzano. Il sisma, infatti, ha danneggiato gravemente il palazzo della prefettura, con all’interno l’Archivio, provocando il crollo quasi totale dell’ala anteriore sulla piazza della Repubblica, quella sul cui frontone è apposta la scritta Palazzo del Governo, divenuta l’icona mediatica della catastrofe. L’ala posteriore, dove si trovava l’Archivio di Stato, è invece stata danneggiata in grado minore.
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