«Bar e ristoranti piegati dalle restrizioni»

15 Ottobre 2020

La Confesercenti chiede un incontro con Di Pangrazio per un piano straordinario del commercio

AVEZZANO. Ridiscutiamo quanto prima il piano traffico, rafforziamo il sistema dehors e lavoriamo insieme a un piano straordinario per non far morire le attività di Avezzano. Sono questi i punti sui quali il presidente di Confesercenti Avezzano-Marsica, Filiberto Figliolini e i componenti del direttivo di Confesercenti, Franco Franciosi e Antonio Nanni che hanno anche la responsabilità della Fiepet, la Federazione dei pubblici, vogliono incentrare il tavolo cittadino sul futuro del commercio al quale hanno invitato in primis il neosindaco Gianni Di Pangrazio. «Il nuovo decreto anti Covid entrato in vigore contiene nuove norme restrittive per bar e ristoranti e dà un altro duro colpo a un settore già estremamente provato dalla crisi economica, dal lockdown e dallo smart working. Un periodo difficile che necessita di una riflessione», afferma la Confesercenti.
«Nessuno naturalmente vuole sottovalutare la crescita dei contagi e riteniamo una priorità la salute dei cittadini», spiega Figliolini, «al tempo stesso però pensiamo che l’aumento dei contagi di queste ore non si può frenare semplicemente chiudendo in anticipo bar e ristoranti». Secondo il presidente, «servono controlli diffusi e più attenti negli spazi pubblici dove si assembrano persone senza alcun controllo da parte delle autorità, magari consumando superalcolici, come è dimostrato da fatti di cronaca che hanno interessato anche la nostra città». Dello stesso avviso anche Franciosi e Nanni che attendono un confronto con il primo cittadino. «Le nostre attività sono già sottoposte a rigidi protocolli di sicurezza, che, nella maggior parte dei casi, vengono rispettati», evidenziano, «le regole di distanziamento sia all’interno che all’esterno di bar e ristoranti permettono ai titolari di garantire un servizio sicuro alla propria clientela. Certamente occorrono più controlli, la salute pubblica è la priorità ma bisogna tener conto anche della tenuta del tessuto imprenditoriale. Esiste un problema di comportamenti individuali, ma difficilmente si risolverà chiudendo prima bar, ristoranti e pub. Già la preoccupazione causata dalle anticipazioni sui provvedimenti, che circolano della scorsa settimana, ha creato un effetto lockdown sui consumi». (e.b.)
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