Barista morto, cartelle cliniche sequestrate

8 Gennaio 2019

Luco, denuncia presentata dai fratelli: l’uomo per 36 ore al pronto soccorso. Domani l’autopsia

AVEZZANO. Sarà eseguita domani l’autopsia sul corpo di Mino Porcelli, 63 anni, il barista di Luco dei Marsi, da anni gestore del locale di via Cavalieri di Vittorio Veneto ad Avezzano, morto dopo 36 ore dall’ingresso al pronto soccorso, con un ricovero nel reparto di osservazione breve. I carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Avezzano, coordinati da Bruno Tarantini, hanno sequestrato le cartelle cliniche in attesa che venga eseguito l’esame. Sono state già raccolte anche alcune testimonianze. Secondo la ricostruzione, l’uomo è arrivato in pronto soccorso giovedì pomeriggio, accompagnato dalla moglie Ernesta, a causa di un malessere generale e un forte dolore retrosternale. Dopo i primi accertamenti in pronto soccorso, il 63enne è stato trasferito nel reparto di osservazione breve dove è rimasto diverse ore sottoposto a ulteriori analisi. Più tardi, sempre secondo i primi accertamenti e le informazioni raccolte dalle testimonianze di personale medico-infermieristico e dei familiari, il 63enne ha avuto di nuovo un peggioramento. Avrebbe chiesto di poter andare in bagno e, infine, si è accasciato ed è morto sabato mattina. In serata i fratelli della vittima si sono presentati nella caserma di Avezzano e hanno presentato una denuncia. Non è chiaro per il momento come mai non sia stato ricoverato in reparto. I fratelli però chiedono verità e giustizia e per questo hanno presentato l’esposto. La procura della Repubblica di Avezzano ha aperto un fascicolo e le indagini sono coordinate dal sostituto Maurizio Maria Cerrato. Il magistrato ha disposto l’autopsia sul corpo del barista marsicano, esame che sarà eseguito domani mattina dopo l’affidamento dell’incarico a un anatomopatologo. Successivamente si conoscerà la data dei funerali.
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