Basilica di Collemaggio, i lavori partiranno dopo la Perdonanza

Cialente: «L’Eni annuncerà a breve il nome dell’impresa scelta per l’intervento di restauro» L’avvio è slittato rispetto alle previsioni, necessari altri due anni di attesa dall’avvio del cantiere
L’AQUILA. «I lavori per il restauro di Collemaggio potrebbero cominciare già il prossimo mese. Subito dopo la Perdonanza l’Eni annuncerà il nome della ditta scelta per l’esecuzione delle opere». Ad assicurarlo è il sindaco, Massimo Cialente, che aggiunge: «Per questa edizione del Giubileo aquilano bisognerà accontentarsi dell’apertura della Porta Santa con la stessa formula dell’anno scorso». Disilluse le aspettative di chi sperava che il colosso dell’energia italiana mantenesse le promesse, permettendo almeno un’apertura parziale della chiesa per i prossimi giorni: anche quest’anno bisognerà accontentarsi di un giro veloce intorno a una colonna rettangolare di compensato, in una stanza creata per l’occasione, appena all'ingresso della Porta Santa, con pareti che impediscono la vista dell’interno della basilica. «In questa situazione Collemaggio non può essere riaperta: d’altra parte nulla è cambiato rispetto all’anno scorso», continua Cialente. «L’Eni non è riuscito ancora a dare l’incarico per l’esecuzione dei lavori, ma ci ha assicurato che lo farà a breve, già a settembre. Di fatto si è perso un anno, perché ci è voluto tempo a selezionare la ditta. Nonostante il tempo perso dobbiamo comunque ringraziare il colosso», dice Cialente, «per aver trovato i finanziamenti per un monumento che altrimenti rischiava di essere dimenticato». L’Eni nel 2012 ha firmato con il Comune dell’Aquila un protocollo di intesa per il restauro e la parziale ricostruzione della basilica, che costerà in totale 14 milioni (compreso il parco del Sole). Pronto il progetto esecutivo, le attività per l’assegnazione dell’appalto sono cominciate lo scorso anno. I lavori avrebbero dovuto prendere il via a dicembre, per consentire appunto l’apertura almeno parziale (dalla navata centrale alla porta Santa) della basilica durante la Perdonanza e terminare nel 2016. Così non sarà. Dall’inizio delle opere, posticipato di diversi mesi, bisognerà aspettare altri due anni per poter fruire di una chiesa completamente rinnovata seppur dall’aspetto antico: panche riscaldate, luci a led, con proiettori orientabili ad ampia rosa di temperature di colore e sistema di controllo dell’intensità, pilastri antisismici e anima di metallo, all’interno di un impianto architettonico settecentesco e quanto più vicino possibile a quello del pre-terremoto. La progettazione, la direzione dei lavori e il coordinamento per la sicurezza sono affidati alla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici d’Abruzzo mentre le attività tecnico-scientifiche sono garantite da un gruppo di università (Politecnico di Milano, La Sapienza di Roma e l’Università dell’Aquila) integrato da geologi e ingegneri Eni. Manca solo il nome della ditta.
Michela Corridore
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