Basilica di Collemaggio, via all’indulgenza

La concessione di Papa Francesco in vigore fino al Natale 2024, poi inizia il Giubileo universale a Roma
L’AQUILA. Fino al Natale del 2024 sarà possibile ottenere l’indulgenza plenaria nella basilica di Santa Maria di Collemaggio. L’annuncio era stato dato a metà dicembre scorso dall’arcivescovo dell’Aquila, il cardinale Giuseppe Petrocchi, il quale, con una lettera, aveva da tempo richiesto alla Penitenzieria Apostolica del Vaticano l’ulteriore anno di indulgenza per quanti visiteranno la basilica celestiniana.
Un primo anno era stato concesso da Papa Francesco subito dopo la sua visita all’Aquila del 28 agosto 2022 quando aveva aperto la Porta santa.
Nella richiesta avanzata da Petrocchi al Papa si legge: «Tenuto conto dei molteplici benefici spirituali che la Vostra concessione ha prodotto nel popolo di Dio, che durante l’Anno celestiniano straordinario è convenuto numeroso nella basilica di Santa Maria di Collemaggio con pellegrinaggi organizzati o spontanei, e soprattutto ora, in vista del Giubileo del 2025, strettamente legato a quello celestiniano, sono a chiedere di concedere l’indulgenza plenaria per tutto l’anno 2024, a coloro che pentiti e confessati visiteranno la basilica di Collemaggio. Un’occasione preziosa con la quale prepararsi», continua il cardinale Petrocchi nella missiva, «nel migliore modo possibile, alla celebrazione del Giubileo che, con l’apertura della Porta santa della basilica vaticana, nella notte di Natale del 2024, Papa Francesco concederà alla Chiesa universale».
«Dunque», è stato sottolineato in una nota della Chiesa aquilana, «come auspicato di recente dall’arcivescovo Petrocchi, la città continua a realizzare il progetto che Papa Francesco le ha affidato, quello cioè di rendere L’Aquila la Capitale del Perdono».
«Si tratta», ha sottolineato al riguardo il cardinale Petrocchi nella missiva, «di una definizione che onora la comunità ecclesiale e civile aquilana, ma al tempo stesso la responsabilizza e la impegna, ne disegna l’identità e anche ne chiarisce la missione». (g.p.)
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