Bastioni e Bastimenti chiude i battenti dopo tredici anni

Celano, passaggio di consegne dall’associazione al sindaco Santilli: «Grazie, avete lasciato un patrimonio alla città»
CELANO. L’associazione “Bastioni e Bastimenti” ha consegnato nelle mani del sindaco la manifestazione omonima. Insieme al materiale (scritte luminose e non, sipari, mostra fotografica, pedane e altro ancora) è stato sancito un passaggio di consegne formale dopo tredici anni di attività a titolo gratuito.
Il sindaco Settimio Santilli ha sottolineato che «la manifestazione “Bastioni e Bastimenti” è un patrimonio della città di Celano, una splendida tradizione che ha creato entusiasmo tra i partecipanti richiamando migliaia di persone da tutta la Marsica e non solo».
«Mi è stato consegnato ufficialmente tutto il materiale utile ad organizzare l’evento», ha precisato il primo cittadino, «perché l’associazione Bastioni e Bastimenti chiude i battenti. Non scendo volutamente in sterili e banali polemiche. Tredici anni non vanno confusi in tal senso, perché tutto si alienerebbe ingiustificatamente. Tredici anni di impegno disinteressato e mai banale di un gruppo di amici, nel nome e in memoria degli emigranti di Celano. Una immersione suggestiva nella cultura, nell'arte, nella storia, negli odori e nei sapori della nostra città. Una manifestazione ludica a cui si univa la giusta dose di sapere, di conoscere. Giorni ricorrenti ogni anno, che hanno fatto conoscere Celano e i suoi personaggi, spesso sconosciuti, a tanti. Quei tanti, che poi hanno continuato a tornare e visitare la nostra città».
Santilli ringrazia «quello splendido gruppo di amici, grazie al loro amore e alla loro passione per Celano e per i celanesi. Grazie, perché non è mai semplice mettersi in gioco per la collettività, impegnarsi, dedicare il proprio tempo, sottraendolo alla famiglia e al lavoro, metterci la faccia. Coraggio, spesso inconscio; passione, spesso smisurata. Valori mai fino in fondo apprezzati e lodati abbastanza».
Per il sindaco «la memoria non si cancella, deve essere nutrita, bisogna avere fame di cultura, raccontare un'epopea fatta di sacrifici e privazioni. Declinare la storia, come si vuole, ma non far mancare mai la qualità, la fame della conoscenza per inaridire ed estirpare l’ignoranza nella sua totalità». Ora sarà il Comune a disporre in toto dell’evento e deciderà se e a chi affidare il compito di organizzare una manifestazione che possa proseguire l’esperienza. Con la consapevolezza, però, che pur nella continuità tematica, rappresenterebbe un nuovo corso rispetto a ciò che è stato nei tredici anni appena trascorsi.
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