Batteri nell’acqua, stadio inagibile E Pecorelli minaccia le vie legali

19 Ottobre 2024

Oggi partita a porte chiuse a Trasacco ed è corsa contro il tempo per poter riaprire per il derby Ma la società attacca: «Situazione surreale, chiederemo i danni al Comune per i mancati incassi»

AVEZZANO. Ora l’Avezzano non ha più una casa. Lo stadio dei Marsi-Cimarra è stato ufficialmente dichiarato inagibile nella mattinata di ieri, dopo la presa visione degli esisti delle analisi dell’acqua prelevata all’interno dell’impianto. Rinvenute tracce di batteri inquinanti e di ferro oltre la soglia limite. Struttura inutilizzabile fino a data da destinarsi. Il presidente Pecorelli annuncia un’azione legale contro il Comune: «Chiederemo i danni».
ACQUA INQUINATA
Poco dopo le 9 di ieri il nuovo sopralluogo congiunto di vigili del fuoco, guardia di finanza e Asl. Colloquio fitto con i rappresentanti dell’Avezzano, Luca Marcaurelio e Marco Romano, e col dirigente comunale Roberto Laurenzi. Il personale del servizio di igiene pubblica della Asl ha notificato gli esiti delle indagini di laboratorio condotte sui campionamenti, avvenuti in più punti dello stadio. I valori del prelievo dal rubinetto del bar sono risultati conformi ai parametri di legge. Discorso diverso per le docce dei tre spogliatoi (casa, ospiti e terna arbitrale) e per i due bagni pubblici. Dalle analisi microbiologiche risulta un superamento della presenza di batteri coliformi, di escherichia coli, di enterococchi intestinali e di microrganismi vitali, indicatori di contaminazione fecale.
ANNUNCIAte LE VIE LEGALI
«Chiederemo i danni al Comune per le perdite economiche generate». È quanto fa sapere il presidente dell’Avezzano, Andrea Pecorelli, dopo aver ricevuto comunicazione dell’inagibilità dell’impianto di vai Ferrara. «Quello che sta accadendo è surreale. Non solo non abbiamo alcuna responsabilità circa le condizioni in cui versa lo stadio, ma ci ritroviamo a doverne subire le conseguenze». Nel frattempo una prima Pec da parte del club è stata inviata nel pomeriggio di giovedì al Comune. «Abbiamo richiesto una cifra forfettaria in ragione del mancato incasso, in occasione dell’anticipo con la Recanatese, che giocheremo a Trasacco a porte chiuse», ribadisce Pecorelli. La struttura dispone di un unico settore destinato ai tifosi e non è omologata per la serie D. Se la vicenda non si risolverà in tempi brevi, bisognerà ricercare una soluzione in continuità. Un campo che abbia “in affido” i biancoverdi per tutto il tempo necessario.
IL COMUNE CHIAMA IL CAM
«Già lunedì mattina il Cam, gestore del servizio idrico, interverrà per risolvere ogni criticità e riportare la situazione alla piena conformità». È l’annuncio del Comune. «L’obiettivo prioritario dell’amministrazione comunale e della società è creare le condizioni perché il match Avezzano-L’Aquila possa svolgersi regolarmente allo Stadio dei Marsi, una volta conclusi i lavori necessari e le verifiche». Difficile, però, che la situazione possa essere risolta per il derby. I tempi per la lavorazione dei prelievi potrebbero non essere sufficienti a garantire la riapertura in vista del 27 ottobre. Se pure fosse richiesto un nuovo campionamento, i risultati non arriverebbero prima di venerdì. Data troppo a ridosso della partita per poter attendere gli esiti.
PRESTO I LAVORI DEL COMUNE
L’amministrazione ha convocato la Commissione di pubblico spettacolo per definire e approvare le condizioni necessarie al ripristino della piena funzionalità dello stadio dei Marsi. «I lavori programmati e finanziati verranno completati nel minor tempo possibile, assicurando l’adeguamento della struttura a tutte le prescrizioni di sicurezza» ha spiegato l’ente. Nel frattempo, in occasione dell’ispezione avvenuta ieri, sono stati visionati gli interventi correttivi a cura della società, seppur in parte ascrivibili all’ente comunale. «Tutte le criticità sono state sanate in tempi brevi. Nulla da eccepire dalle autorità», spiega il club. L’unico appunto riguarda parte della segnaletica di sicurezza, che va installatata anche lungo la ringhiera della tribuna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA