Bella ciao all’ora di musica Preside difende la docente

8 Febbraio 2020

Il caso alla Mazzini-Patini, scatta la protesta del consigliere comunale D’Angelo Ma il dirigente scolastico replica: «Scandalo? È l’atto di nascita della democrazia»

L’AQUILA. Chi se l’aspettava da Benigni sul palco di Sanremo si è dovuto ricredere, vista la sorpresa del Cantico dei Cantici. E invece “Bella ciao” – canto popolare italiano, nato prima della Liberazione, diventato poi noto dopo la Resistenza perché fu idealmente associato al movimento partigiano italiano – è spuntata su un libro di testo adottato in una scuola pubblica, la media Mazzini-Patini, uno degli istituti più grandi della città. E questo è stato sufficiente per mettere nel mirino la docente di musica che avrebbe avuto l’ardire di farla studiare, e magari anche eseguire, ai propri alunni nell’ambito del programma scolastico. A salire in cattedra, attraverso Facebook, il consigliere comunale e ristoratore Daniele D’Angelo, autore, appena insediatasi la destra al Comune, di una dichiarazione-choc che fece immediatamente il giro d’Italia: «Il fascismo è uno stile di vita».
LA PROTESTA. «Premetto», scrive stavolta D’Angelo, «che la canzone non è male, ma in questi giorni parlate delle foibe ai bambini invece di indottrinarli. Volete negare che oggi questa canzone è un inno della sinistra??». Una dichiarazione, com’era ampiamente prevedibile, che ha suscitato numerosi commenti, tra favorevoli e contrari. Il richiamo di D’Angelo ai programmi scolastici, e i suoi suggerimenti su cosa sarebbe più opportuno fare – o non fare – a scuola, non sono piaciuti al dirigente scolastico della Mazzini-Patini, Marcello Masci.
GIÙ LE MANI DALLA PROF. Il preside si dichiara «profondamente amareggiato dell’entrata a gamba tesa e dell’intromissione della politica nella scuola». Precisa che «la libertà di insegnamento è uno dei cardini della Costituzione italiana che va difeso con i denti. La canzone in oggetto non è scandalosa, semmai è l’inno che celebra l’atto di nascita della nostra democrazia». Nessun provvedimento, ovviamente, nei confronti della docente di musica e della sua autonomia nei programmi, a fronte, invece, di un’asserita richiesta di intervento che sarebbe stata formulata da parte dello stesso consigliere D’Angelo, non è chiaro se in qualità di genitore oppure di rappresentante delle istituzioni.
LE REAZIONI. «Trovo gravissimo e intollerabile», scrive Pierluigi Iannarelli (Sinistra italiana), «intervenire sulla programmazione e il piano formativo di una scuola, nella speranza che il preside non si faccia condizionare, il che sarebbe ancora più grave. La nostra Costituzione e le sue istituzioni, anche scolastiche, sono fondate sui valori della resistenza. Quella canzone ne è un emblema e come tale non può e non deve essere censurata, né strumentalizzata da alcuno per mera e bieca propaganda. Incondizionata solidarietà al docente».
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