Bella ciao studiata in classe «Il consigliere chieda scusa»

Richiesta del consiglio d’istituto della Mazzini-Patini dopo l’attacco alla docente Gli insegnanti al fianco della collega. D’Angelo denuncia: «Ricevo minacce e insulti»
L’AQUILA. “Bella ciao” sarà presto materia per la polizia postale. E dunque per la Procura della Repubblica. Il giorno dopo la polemica per la canzone – tratta dal libro di testo e studiata durante l’ora di musica in una classe della sede di Pettino della Mazzini-Patini, cosa che ha fatto salire in cattedra il consigliere comunale Daniele D’Angelo, che ha suggerito di parlare, piuttosto, delle Foibe agli alunni delle medie – esplode la polemica, sia a livello scolastico sia politico. Se da un lato l’istituto, dopo la forte presa di posizione del dirigente scolastico Marcello Masci («la libertà d’insegnamento è uno dei cardini della Costituzione italiana che va difeso con i denti. La canzone non è scandalosa, semmai è l’inno che celebra l’atto di nascita della nostra democrazia»), si schiera compatto al fianco della docente di musica, dall’altro il consigliere rincara la dose su Facebook, dove mette per iscritto una denuncia: «Commenti da vomito insulti minacce. Forse fascista è qualcun altro a quanto pare. Sono per un socialismo puro al fianco del lavoro e contro la politica nelle scuole». E c’è chi si affretta a precisare, nei commenti a seguire, che «dire fascisti non è un insulto. Se qualcuno si sta comportando male e lo indichi come fascista vuol dire che non hai una bella opinione della parola». E giù il resto.
I PROFESSORI. «Esprimiamo vicinanza, affetto e solidarietà alla nostra collega per l’attacco del tutto fuori luogo da parte di un personaggio politico», scrivono i docenti della Mazzini-Patini. «Ribadiamo la nostra fedeltà ai valori della Repubblica e alla sua Costituzione, nata grazie al coraggio delle donne e degli uomini che si opposero alla dittatura. Oggi noi, donne e uomini liberi e democratici, docenti ed educatori al servizio di quei valori, ci opponiamo con fermezza a chiunque tenti di condizionare la libertà di insegnamento, strumentalizzando finanche una canzone come “Bella Ciao”, che è di parte e divisiva, sì, perché separa gli antifascisti dai fascisti, i democratici dagli antidemocratici, la libertà dalla dittatura e che, come ribadito dal nostro dirigente scolastico, è l’inno che celebra la nascita della nostra democrazia».
IL CONSIGLIO D’ISTITUTO. «Vogliamo che il consigliere comunale Daniele D’Angelo chieda scusa alla professoressa, al dirigente scolastico, ma anche agli alunni, che sono le vere vittime della sua inaccettabile strumentalizzazione politica». Il presidente del consiglio d’istituto della Mazzini-Patini, Maurizio Mucciarelli, interviene così sulla vicenda degli attacchi lanciati da D’Angelo nei confronti della docente di musica della scuola media Patini, accusata dal consigliere di aver fatto cantare in classe “Bella Ciao”, canzone inserita nei testi scolastici. Mucciarelli parla a nome della componente dei genitori del consiglio d’istituto: «Con convinzione prendiamo le distanze e ci dissociamo da quanto dichiarato dal consigliere comunale D’Angelo», afferma Mucciarelli, «sottolineando che non esiste alcun gruppo di genitori che condivide le sue accuse. Riteniamo invece doverose le sue scuse alla professoressa ingiustamente coinvolta in questa vicenda, al dirigente scolastico Marcello Masci che ha difeso la libertà d’insegnamento e soprattutto ai nostri figli, utilizzati per fini politici. La politica, a nostro avviso, non deve entrare nelle scuole e non deve prendere di mira gli insegnanti che ogni giorno si prodigano per accompagnare la crescita dei nostri figli».
I GENITORI. «Non esiste alcun gruppo di genitori, come sostenuto dal consigliere», scrive una mamma, «il quale è portavoce soltanto della sua persona e di nessun altro».
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