Bellezza della legalità Lezione a teatro per gli studenti

Gli alunni dello Scientifico incontrano alcuni testimoni di impegno civile: «Noi più forti di mafie e sfruttatori»
AVEZZANO. Teatro dei Marsi al completo per l’incontro degli studenti del “Vitruvio Pollione” con quelle che sono state definite «belle persone», e cioè Simmaco Perillo, Felix Adado e Benedetto Zoccola. Hanno portato il loro contributo alla riflessione anche due detenuti e un funzionario dell’area educativa, Michele Sidoti, della casa circondariale di Avezzano.
“La bellezza della legalità” ha visto e sentito momenti di intense emozioni; il silenzio è stato a tratti assordante durante le parole di questi testimoni di impegno civile e quindi di bellezza. Il preside Francesco Gizzi ha voluto sottolineare nel suo saluto iniziale quanto «sia bello e importante vivere nel rispetto di leggi giuste e quanto sia imprescindibile costruire buoni cittadini». Toccanti e forti le testimonianze dei relatori, definiti Belle persone da Arnaldo Mariani, ideatore e moderatore della giornata. Simmaco ha voluto concludere il suo intervento, dopo aver raccontato sinteticamente, tra le altre cose, la sua storia di uomo impegnato nella vita sociale e civile, esortando i giovani a conoscere, a stare insieme e a raccogliere la sfida della responsabilità. Ha chiesto loro: «Tu da che parte stai? Si sceglie oggi». Felix Adado ha colto l’attenzione della platea prima con una sua poesia e poi con il racconto della sua esperienza di fuga dal Togo e, infine, della condizione di clandestino in Italia, di cui non conosceva nemmeno l’esistenza. Ha esortato, nel più assoluto silenzio, a essere umani, perché «essere disumano è chi non sa cosa succede attorno a lui». Nel suo racconto ai giovani ha sottolineato il fatto che lui non ha avuto la possibilità di avere la loro età, i sorrisi come i loro e che fino a 27 anni non aveva mai ricevuto un complimento. Ha concluso invitandoli a essere uomini, a tornare ai “quaderni”, allo studio. Quando Benedetto Zoccola, uomo che ha subìto pressioni, tentativi di ricatti, attentati, da cui ha riportato gravi danni fisici, e che vive sotto scorta, ha detto di aver denunciato come avrebbe dovuto fare ogni cittadino, un brivido – non solo di condivisione – ha percorso il teatro. I detenuti si sono emozionati molto. Hanno confessato di aver intrapreso un percorso di crescita e di essere ben contenti di portare la loro testimonianza perché bisogna che sin da ragazzi si capisca che vivere nel rispetto delle leggi giuste porta alla libertà. Hanno, ancora, esortato i giovani ad ascoltare i genitori, gli insegnati e li hanno così spronati ad essere veri uomini. La giornata ha visto i ragazzi dello Scientifico partecipare attivamente anche ponendo domande a tutti i relatori. A conclusione dei lavori il dirigente Gizzi ha invitato sin da subito a lavorare per la giornata del prossimo anno.
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