Benedetti: pronto per le primarie
Il presidente del consiglio comunale: «Io tra i pochi a poter fare da subito il sindaco»
L’AQUILA. Il suo nome figura tra le tre candidature alle primarie del Pd. Carlo Benedetti, avvocato, attuale presidente del consiglio comunale dell’Aquila, è pronto a mettersi in gioco. Ma a una condizione: che vi siano un’ampia condivisione e un consenso significativo intorno alla sua figura.
Benedetti, ha ufficializzato la candidatura alle primarie?
«Non ancora. Non mi sono autocandidato e non mi autocandido adesso. Credo che la politica e le candidature debbano essere frutto non di ambizioni personali, seppur legittime, ma di un’elaborazione collettiva più ampia».
Eppure lei, insieme a Pierpaolo Pietrucci e Americo Di Benedetto, è tra i tre candidati che hanno dato disponibilità al Pd per le primarie di coalizione.
«Ritengo di essere tra i pochissimi in grado di fare il sindaco autonomamente, fin dal giorno dopo l’elezione. Per alcuni, l’esperienza di entrare nella stanza di Massimo Cialente sarebbe come per un calciatore entrare da chirurgo in una sala operatoria. Voglio dire che fare il sindaco, per molti, è come andare alla trasmissione “Uomini e donne” di Maria De Filippi: è un ruolo duro, che richiede capacità, esperienza e stomaco».
A quale fattori è legata l’ufficializzazione della sua candidatura?
«Se è una candidatura che coagulerà intorno a sé dei consensi significativi sarò sulla giusta strada, altrimenti continuerò a fare quello che ho fatto finora».
Quando scioglierà la riserva?
«Al massimo entro una settimana e lo farò in maniera decisa, ufficiale e formale, Mi sto confrontando quotidianamente con le varie forze politiche prima di decidere in via definitiva».
Cosa pensa del ricambio generazionale di cui si parla all’interno del Pd?
«Credo che il ricambio sia un fattore naturale, ma se un paziente deve subire un’operazione a cuore aperto, non sceglie uno specializzando. Come in tutte le professioni, per fare politica bisogna imparare sul campo e misurarsi con i problemi veri. Credo che, in generale, si abbia poca consapevolezza di questo. Quanto al ricambio generazionale, bisogna capire cosa si intende. Di Benedetto non è tanto più giovane di me. Pietrucci sì, ma se si parte dall’esperienza politica, non vedo il nuovo. Il primo è stato sindaco di Acciano con la Democrazia Cristiana e presidente della Gran Sasso Acqua per 11 anni, il secondo capo di gabinetto al Comune e adesso consigliere regionale».
Il prossimo sindaco dell’Aquila quali caratteristiche dovrà avere?
«Concretezza e operatività. Non servono affabulatori. L’Aquila ha bisogno di riconquistare, in tempi brevi, una normalità che è data dalla fruizione del centro storico, asse centrale e piazze, dai servizi, da un’idea di sviluppo legata alla cultura e alla valorizzazione della montagna».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

