Beni culturali, cantieri in ripresa D’Amico: «Manca il personale»

1 Febbraio 2021

Per il segretario regionale uscente del Mibact per l’Abruzzo le risorse economiche non sono poche «L’emergenza sanitaria ha comportato uno stop per adeguare piani di sicurezza e coordinamento»

L’AQUILA. Dal 2012 al 2017 sono stati stanziati 225,922 milioni di euro per eseguire 247 interventi sul patrimonio culturale dell’Abruzzo, a settembre 2020 tutti i 50 interventi previsti dalla delibera Cipe 43/2012 per 41,28 milioni di euro erano stati conclusi. Ma l’urgenza vera resta la carenza di personale che questi interventi possa organizzarli, progettarli, coordinarli. Stefano D’Amico, per tre anni, fino al 31 dicembre 2020, segretario regionale ad interim del ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo (Mibact) per l’Abruzzo – gli è subentrato con il nuovo anno Nicola Macrì – illustra la complessa attività degli ultimi anni in un territorio che porta ancora evidenti i segni dei terremoti 2009, 2016 e 2017. Dei 197 interventi previsti dalle altre delibere Cipe sono 64 quelli conclusi, attualmente 73 sono in corso, 36 in fase di progettazione, 20 da avviare e 4 non più avviati.
CANTIERI E COVID. «L’emergenza sanitaria ha comportato indubbiamente un brusco stop e una lenta ripresa», spiega D’Amico, «dovuta soprattutto alla necessità di adeguare piani di sicurezza e coordinamento. Posso dire che si è poi proseguito su tutti i cantieri in corso, per L’Aquila penso a Palazzo Ardinghelli, al Castello e al Teatro comunale; nuovi ne sono stati aperti, la chiesa di San Leucio a Pietracamela (Teramo) e Santa Maria di Roncisvalle a Sulmona. Ogni cantiere necessita di almeno 4 figure: responsabile unico del procedimento (Rup), direttore dei lavori, coordinatore della sicurezza e direttore operativo». Quello che manca per far procedere i lavori di recupero e restauro dell’immenso patrimonio culturale abruzzese è soprattutto il personale tecnico, spiega D’Amico, «architetti, ingegneri, geometri, che possano, più che progettare gli interventi, seguirli e indirizzarli adeguatamente. Al mio successore Macrì ho segnalato come prima priorità proprio il personale». L’organigramma del ministero prevede 35 unità in capo al Segretariato, ora sono solo 19, a causa, osserva D’Amico, di «scelte dettate da volontà di ridurre la spesa pubblica e pensionamenti precoci. Si deve capire che investire nella pubblica amministrazione ripaga l’amministrazione stessa. Spero possa invertirsi questo trend sconsiderato di blocco delle assunzioni, i soldi arrivano e le persone no». Pensando al futuro «imposterei la formazione degli studenti rafforzando molto le loro conoscenze giuridiche e di gestione dei cantieri. Per queste professionalità le possibilità di lavoro sono notevoli. C’è anche bisogno di archivisti in grado di indirizzare le ricerche degli studiosi». Attualmente in città sono «attivi» i cantieri del Duomo e di Santa Maria Paganica sui quali il ministero ha stanziato rispettivamente 18 e 5 milioni, «sono solo i primi lotti e non sono sufficienti a far riaprire le chiese per la fruizione dei cittadini».
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