Berardinetti: da Fina delirio d’onnipotenza

Verso il congresso Pd, il consigliere regionale: si dimetta dall’assemblea nazionale e rassereni gli animi
AVEZZANO. Tiene banco la polemica sulla composizione della lista dei candidati alle primarie del 30 aprile – in quota Orlando – al congresso nazionale del Pd. Prima il disappunto di Massimo Cialente, escluso come capolista, poi la difesa di Stefania Pezzopane (renziana) che ha spezzato una lancia a favore del sindaco contro Michele Fina (capolista orlandiano). Quindi la replica di Calvino Cotturone (anche lui orlandiano) che ha tacciato di ingerenza la senatrice Pd. Ora, a prendere posizione è il consigliere regionale Lorenzo Berardinetti, sostenitore di Orlando. «La mozione Orlando in provincia dell’Aquila è completamente fuori controllo», osserva, «manipolata da qualcuno che in preda a delirio di onnipotenza sta gravemente danneggiando quanto di buono si è cercato di costruire e per questo chiedo un immediato e diretto interessamento del candidato alla segreteria del partito, il ministro Andrea Orlando, affinché si ristabilisca decoro e si esca da questo volgare personalismo». Berardinetti non fa sconti al capolista della provincia dell’Aquila, Michele Fina: «Fina arriva addirittura a ipotizzare, per se stesso, un diretto coinvolgimento in organismi direttivi ed esecutivi nazionali. È evidente il suo stato di autocelebrazione che lo porta a strumentalizzare il congresso del partito per scopi diversi, distanti. Sollecitato da amministratori, iscritti e simpatizzanti del Pd, io stesso», chiarisce Berardinetti, «avevo dato la mia disponibilità alla candidatura anche in posizione non eleggibile (le liste sono bloccate) e per puro spirito di servizio, certo di portare un contributo in termini di unità e rappresentanza dell’intera provincia dell’Aquila ma questo non è stato possibile. Di fatto la lista a sostegno di Orlando è stata consegnata in sordina e senza quel necessario confronto tra tutte le componenti della mozione stessa». Berardinetti parla di «avvilente clima esasperato di tifoseria, creato ad arte da Fina, e di inutile e dannosa contrapposizione tra i vari territori e di ostilità verso esponenti del nostro partito». Considera «beceri gli attacchi verso la senatrice Pezzopane finita sotto accusa da chi un tempo aveva anche nominato assessore provinciale. Mi aggiungo, inoltre, a quanti in questi giorni hanno dimostrato sostegno al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, perché va rispettata oltre che la sua persona anche la sua storia. Spesso il mancato passaggio alle urne non fa avere il polso della situazione e delle esigenze reali del territorio a chi, ormai chiuso nelle stanze di partito come prescelto, fa saltuarie apparizioni senza confrontarsi con la realtà che dice di rappresentare». Berardinetti raccoglie «la provocazione» di sue dimissioni (di Fina) dall’assemblea nazionale: «Consiglio all’amico Fina, che stimo per il suo operato, che sarebbe opportuno che lo faccia al più presto, anche prima del 30 aprile, e contribuisca a rasserenare gli animi e lavori all’affermazione di tutto il Pd in provincia dell’Aquila come in Abruzzo».
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