Berardini e Zennaro: perché il Pd non ha fatto prima la legge?

21 Luglio 2018

L’AQUILA. «Ieri finalmente il Dl terremoto è diventato legge, con l’approvazione di oltre 20 articoli dando avvio al processo effettivo della ricostruzione e introducendo importanti facilitazioni per...

L’AQUILA. «Ieri finalmente il Dl terremoto è diventato legge, con l’approvazione di oltre 20 articoli dando avvio al processo effettivo della ricostruzione e introducendo importanti facilitazioni per imprese e cittadini». È il commento dei portavoce teramani del M5S, Fabio Berardini e Antonio Zennaro. «Con la conferenza stampa di ieri il Pd non fa altro che attaccare se stesso e ciò che non è stato fatto quando era al Governo. «Siamo di fronte a una chiara operazione mediatica», continuano Berardini e Zennaro, «il Pd non solo era consapevole dell’inammissibilità dei provvedimenti presentati, ma anche della mancanza di copertura per i vincoli dovuti alla loro legge di Bilancio, anche se la cosa più grave è il goffo tentativo di attaccare, per scrollarsi di dosso pesanti responsabilità nei confronti dei cittadini che hanno rappresentato. Ci chiediamo, perché non hanno inserito in una legge le loro proposte quando erano al governo?».
«Noi, però, vogliamo lavorare per il futuro ed è per questo che alla Camera hanno approvato un nostro ordine del giorno, nel quale chiediamo al governo di adottare misure che abbattano il carico fiscale che grava sulle popolazioni delle aree colpite dal sisma del Centro Italia», aggiungono i deputati M5S, «i prossimi provvedimenti, a cominciare dal decreto proroghe e legge di Stabilità, dovranno anche diminuire in maniera sostanziale il carico tributario, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi di assicurazione che i contribuenti colpiti dal sisma dovranno rimborsare, a partire da gennaio 2019. Se non si lasciano respirare cittadini e imprese la vera ricostruzione, quella delle comunità del Centro Italia, rimarrà una chimera». Sulla stessa lunghezza d’onda il sottosegretario ai Beni culturali, Gianluca Vacca. «Sulle tasse c’è stato l’impegno del governo. Non sono stati approvati gli emendamenti scritti male o problematici riguardo alla compatibilità con la normativa europea, ma la questione è per noi una priorità. «Questo decreto è nato come unico articolo dal governo Gentiloni, non è una nostra creatura, ma grazie a noi è arrivato a più di 20 articoli e 300 milioni di euro stanziati».