Bergoglio, 10 anni da Papa: L’Aquila celebra Francesco

14 Marzo 2023

Un volume del giornalista Parisse ricostruisce la storica visita per la Perdonanza Tracanna: qui ha guardato a Celestino come a un grande santo, un uomo del sì

I 10 anni del pontificato di Papa Francesco hanno avuto momenti e gesti che sono già nella storia. Per gli aquilani resterà indelebile la visita del 28 agosto 2022 quando, primo Pontefice a farlo, Francesco ha aperto la Porta Santa della basilica di Collemaggio. Il 6 aprile prossimo sarà presentato un libro di Giustino Parisse sulla storica visita. Quella che segue è parte della prefazione al libro scritta da don Claudio Tracanna responsabile della struttura informativa per la visita del Santo Padre.

«Ho avuto l’onore di collaborare due volte all’organizzazione della visita di un Papa nella nostra città e arcidiocesi. La prima volta fu nel 2009 quando, all’indomani del sisma, Benedetto XVI volle farsi vicino alla popolazione provata dal tragico terremoto e ai volontari che, con straordinaria generosità, accorsero da ogni parte d’Italia per aiutare gli Aquilani. La curia, in quella circostanza, venne supportata dalla Protezione civile nazionale per l’organizzazione dell’evento che si svolgeva in condizioni seriamente precarie. La seconda volta, invece, è stata in occasione della visita di Papa Francesco per la 728esima Perdonanza Celestiniana, il 28 agosto 2022. L’impegno dell’Arcidiocesi in sintonia con le istituzioni civili e di quanti, come me, sono stati coinvolti nella preparazione dello storico viaggio papale, è stato davvero grande. Un lavoro impegnativo, serio, corale che ha permesso la buona riuscita dell’evento il cui principale obiettivo era quello indicato dal Vaticano: “Il Papa vuole incontrare la gente”. Porto con me molti ricordi ed emozioni della visita pastorale di Papa Francesco e vorrei sottolinearne alcuni. Innanzitutto la testimonianza di un uomo, il Papa, che nonostante le incerte condizioni fisiche, ha voluto comunque confermare la sua presenza a L’Aquila, dimostrando una generosità e una abnegazione che può avere solo chi, come ha detto il cardinale Petrocchi al termine della visita, si sente davvero padre delle persone a lui affidate. Un vero “Papa-papà” dunque. In secondo luogo è rimasto impresso nel mio cuore il raccoglimento durante i momenti previsti nel programma unito a una capacità di ascolto e a una attenzione verso tutto ciò che accadeva – soprattutto verso le persone – veramente straordinari. Mi sembra poi importante evidenziare almeno due “consegne” che Papa Francesco ha fatto agli Aquilani. La prima è stata quella di definire il capoluogo abruzzese “capitale del perdono”. La seconda di guardare a Celestino come a un grande santo. Tanto umile e proprio per questo veramente grande. Non un uomo del no così come, secondo alcuni, sarebbe stato descritto nella Divina Commedia, ma un uomo del sì, “un testimone coraggioso del Vangelo, perché nessuna logica di potere lo ha potuto imprigionare e gestire”. Infine, ma non meno importante, mi piace sottolineare uno dei tanti “miracoli” accaduti per la visita di Papa Francesco. Si sa, la nostra città, fin dalla sua fondazione, non ha mai brillato per le relazioni, a volte poco pacifiche e costruttive. Spesso, infatti, la polemica tenta di paralizzare la vita sociale e non solo. In occasione della visita del Santo Padre, invece, sia nella fase preparatoria, che durante lo svolgimento della stessa così come nei mesi successivi, L’Aquila ha saputo indossare il suo vestito più bello, quello della collaborazione sinergica e fattiva, sapendo mettere da parte ogni vis polemica che, ripeto, spesso, segna le relazioni tra gli abitanti. Dunque non rimane che far tesoro dei tanti spunti per crescere che ci ha dato “Papa-papà” Francesco per onorare un momento storico della vita ecclesiale e civile aquilana, tanto desiderato veramente da tutti e di cui il Cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi si è fatto interprete impegnandosi fattivamente perché il “sogno” del Papa a L’Aquila in occasione della Perdonanza di Celestino V potesse realizzarsi»