Bertolaso attacca la Procura generale

Il suo legale Dinacci: inammissibile come prova la telefonata con la Stati. La senatrice Bernini (FI): l’assoluzione fa giustizia
L’AQUILA. Da un lato l’amarezza dei parenti delle vittime del terremoto, dall’altro Guido Bertolaso e la serenità appena riconquistata, dopo la sentenza del giudice monocratico dell’Aquila, Giuseppe Grieco, che lo ha assolto dall’accusa di omicidio colposo plurimo e lesioni «per non aver commesso il fatto». Il giorno dopo la sentenza del processo Grandi rischi bis Bertolaso, che neanche venerdì era in aula per ascoltare la lettura del dispositivo, non risparmia critiche all’operato della Procura generale. L’ex numero uno della protezione civile ricorda infatti che dopo due richieste di archiviazione, la Procura generale ha deciso di avocare a sé il procedimento. Un processo, come ha ricordato in aula il legale dell’ex capo della protezione civile, l’avvocato Filippo Dinacci, nato da un’intercettazione telefonica (quella della conversazione tra Bertolaso e l’allora assessore regionale Daniela Stati), «che non era utilizzabile a fini probatori». Il verdetto, pronunciato ai sensi della vecchia normativa sull’insufficienza di prove, è giunto a sei giorni dalla prescrizione. «Con l’assoluzione di Guido Bertolaso» sostiene invece la senatrice Anna Maria Bernini, vice presidente vicario di Forza Italia a Palazzo Madama «si fa finalmente giustizia sull’operato di un uomo che come nessun altro ha saputo e voluto dedicare la propria esistenza agli altri. Oltre ai giustizialisti di nuovo e vecchio conio, escono sconfitti dal Tribunale dell’Aquila tutti coloro che, facendo un uso sistematico di doppiopesismo politico, hanno addirittura cercato di negare i meriti oggettivi di Bertolaso sulla costruzione di un modello di Protezione Civile che ci viene invidiato in tutto il mondo. Ristabilire questa verità significa innanzitutto riconoscere i meriti della gestione di tante e gravi emergenze umanitarie, a partire proprio dall’intervento post terremoto dell’Aquila, sul quale non è mai stata fatta un’analisi obiettiva delle difficoltà oggettive e della tempestività ed efficacia degli aiuti».

