«Bertolaso non condizionò gli scienziati»

30 Ottobre 2018

Processo Grandi Rischi bis, le motivazioni dell’assoluzione dell’ex capo della Protezione civile

L’AQUILA. «Se non può affermarsi che l’intento di Bertolaso fosse di contrastare gli allarmi diffusi dell’esperto di terremoti, Giampaolo Giuliani, e di far pronunciare gli esperti sugli effetti positivi dello scarico di energia, non può nemmeno sostenersi con altrettanta certezza, che le improvvide affermazioni pronunciare dal De Bernardinis, siano state concordate e preconfezionate. Questo ai fini di una rassicurazione e nell’ottica di una sottovalutazione del fenomeno, sì da poter attribuire anche a questi la responsabilità di De Bernardinis».
Le motivazioni della Corte d’Appello non fanno altro che confermare quanto già espresso dal giudice che in primo grado aveva assolto l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso, nel processo Grandi Rischi bis nel quale era accusato di omicidio colposo plurimo come mandante delle rassicurazioni.
Va comunque premesso che Bertolaso non rischiava nessuna condanna penale visto che la Procura, dopo l’assoluzione in primo grado, non aveva fatto ricorso forse anche perché il caso era prescritto. Poteva esserci, in astratto, una condanna ai soli effetti civili visto che il ricorso era stato fatto su richiesta di alcuni familiari delle vittime.
«Non può non valutarsi», dicono ancora i giudici di secondo grado, «anche il contenuto stesso dell’intervista nella parte in cui le dichiarazioni di De Bernardinis sono state precedute dalle sollecitazioni dell’intervistatore. Questi ne ha in qualche modo stimolato le risposte verso quelle affermazioni tranquillizzanti di cui si è detto, improvvide e superficiali, per il ruolo da questi avuto, ma anche compatibili con l’espressione di autonome e personali valutazioni».
«I componenti della commissione Grandi Rischi», si legge nella motivazione, «hanno escluso categoricamente di aver ricevuto da parte di Bertolaso indicazioni in ordine all’argomento da trattare nella riunione del 31 marzo 2009 in ordine a eventuali messaggi rassicuranti alla popolazione assicurando di aver agito in piena autonomia e sulla base delle loro conoscenze. E lo stesso De Bernardinis aveva riferito di aver pronunciato frasi in piena autonomia e senza alcuna indicazione da parte di questi». La sentenza e le motivazioni non sono gradite alle parti lese (Cora e Vittorini) che con i loro legali stanno valutando di andare in Cassazione anche se solo agli effetti civili.
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