Bestiame ucciso dai lupi rimborsi a passo di lumaca

Tornimparte, gli allevatori denunciano la perdita di molti capi e danni alle colture «La situazione è ingovernabile e la Regione provvede con stanziamenti ridicoli»
TORNIMPARTE. Puledri, vitelli, pecore. Decine di animali uccisi dai lupi e rimborsi che arrivano a passo di lumaca o che non arrivano affatto. E a volte per gli allevatori tutto si esaurisce in “miseri” acconti da parte della Regione Abruzzo.
Fare l’allevatore e l’agricoltore oggi non è per niente semplice, soprattutto quando le colture, i pascoli e le aziende agricole sorgono al confine con un’area protetta o con un Parco nazionale e la fauna selvatica è tutelata e «intoccabile».
Decine di migliaia di euro che vanno in fumo ogni anno mettendo in pericolo l’esistenza delle aziende, di un mestiere «poco tutelato».
«Abbiamo tanti doveri, ma pochi diritti», è la sintesi della denuncia di Giovanni Nardi, giovane allevatore di Tornimparte dell’azienda agricola “Rosalba Di Prospero”, che conta 22 cavalli e 50 ovini. Gli allevatori sono costretti a lottare contro la fatica fisica e le sempre maggiori aggressioni dei lupi e le incursioni di cinghiali, cervi e di altri animali selvatici. Gli allevatori ormai esausti ora dicono basta.
Sono circa 25 le aziende del territorio prese d’assalto, «quest’anno come non mai». Nardi racconta la durezza della lotta contro i lupi e la burocrazia.
«La situazione è ingovernabile, anche per i veterinari. Negli ultimi due mesi e mezzo a Tornimparte i lupi hanno mangiato 20 puledri e 20 vitelli di diversi allevatori della zona, 5 puledri e 4 pecore della sola azienda agricola Di Prospero. Uno degli ultimi episodi risale a 15 giorni fa», aggiunge Nardi. «I lupi hanno aggredito le pecore quasi davanti ai nostri occhi, a ridosso dalla strada provinciale per Castiglione, molto frequentata tra l’altro. Ridicoli i rimborsi che la Regione destina agli allevatori: nel 2010, 2011 e 2012 ci è stato pagato circa il 50 per cento e devono ancora rimborsare 2mila euro. Nel 2013 è stato dato un acconto molto esiguo per 5 pecore e 2 puledri uccisi e analoga cosa è accaduta nel 2014 quando abbiamo perso 2 puledri e 3 ovini. Per fare un esempio: per un puledro del tipo “tpr” del valore di mille euro, ucciso dai lupi, la Regione ha rimborsato 200 euro. In seguito non hanno pagato più, ma i lupi continuano ad attaccare», denuncia l’allevatore. «Per fronteggiare tale emergenza, la Regione ha attivato la caccia di selezione e piani di controllo per il contenimento della fauna, si legge sul sito della Regione. Le domande di rimborso per i danni causati devono essere presentate attraverso il software messo a disposizione. Lo facciamo ogni volta», dice Nardi, «ma la situazione non cambia. Stesso problema», conclude, «riguarda le colture: la nostra “roveja”, legume presidio slow food, per metà è stata distrutta dai cinghiali. Dopo un mese e mezzo, nessun controllo dalla Regione».
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