Biblioteca, telefoni e computer bloccati

26 Ottobre 2017

Disagi e problemi per utenti e personale della struttura recentemente trasferita nei locali dell’Inps

SULMONA. Era stata inaugurata in pompa magna, alla presenza del dirigente del settore cultura e turismo della Regione Abruzzo, Giancarlo Zappacosta, del direttore dell’Inps di Sulmona e del sindaco Annamaria Casini. A distanza di un mese la sede provvisoria della biblioteca dell’Agenzia di promozione culturale vive tra disagi e problemi con gravi ripercussioni sul personale dipendente e sugli utenti. La sede di via Sardi, infatti, resta ancora sprovvista dei servizi telefonici e telematici, essenziali per il funzionamento della struttura stessa. Purtroppo alle assicurazioni arrivate nel giorno dell’inaugurazione, dalle autorità presenti, non sono ancora seguiti i fatti. «Di questo passo», fanno sapere alcuni utenti e gli stessi addetti al servizio, «alla provvisorietà si aggiungerà presto la precarietà». A protestare per il disservizio e per i disagi conseguenti sono soprattutto gli studenti universitari che continuano in numero consistente a frequentare la biblioteca, nei locali a pianterreno dell’edificio degli uffici Inps. Con i computer fermi, il prestito dei libri deve essere annotato manualmente sui vecchi registri, come si faceva fino a qualche anno fa. Anche i computer portabili e i tablet delle persone che frequentano la biblioteca sono inutilizzabili perché manca il wi-fi. Un servizio diventato un miraggio dopo che a più riprese la compagnia telefonica incaricata ha compiuto sopralluoghi senza, però, risolvere la questione. E i disagi per gli utenti crescono. Si lamentano anche i dipendenti costretti a lavorare in continuo affanno senza poter contare su internet diventato ormai fondamentale in tutte le attività. Spesso sono costretti a utilizzare i telefonini personali per poter risolvere problemi e esigenze relative all’attività e al funzionamento della struttura.
Disagi pesanti anche per il lavoro da svolgere attraverso il collegamento intranet, assente anche questo. Per non contare la mancanza di prese della corrente in alcuni locali della nuova sede presa in prestito dall’Inps. Il tutto nell’indifferenza e nel silenzio generale, soprattutto da parte della politica cittadina e degli amministratori comunali. (c.l.)
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