Biciclette e sci sui treni del Centro Abruzzo

9 Agosto 2019

La proposta lanciata da Bicincontriamoci per favorire il “turismo attivo” già presente in altre regioni

SULMONA. Dotare i treni dei necessari supporti per trasportare biciclette e sci, favorendo il “turismo attivo” già molto presente in altre regioni italiane. La sollecitazione arriva da Antonio Cellitti di Bicincontriamoci, in riferimento all’annuncio di potenziamento della linea Sulmona-Carpinone. «Parlando di turismo, senza voler togliere nulla al valore e alle potenzialità di quello sui treni storici, ci chiediamo se i nostri amministratori abbiano considerato il ritorno economico del “turismo attivo”, che nelle regioni del Nord porta migliaia di persone ad utilizzare i treni per raggiungere le località dove muoversi a piedi, in bicicletta o con gli sci», fanno notare dall’associazione. «Treni che svolgono un normale servizio a prezzi normali, e che nello stesso tempo sono attrezzati per il trasporto delle bici o degli sci». Da qui l’appello alla politica. «Fa piacere sapere finalmente che la Sulmona-Carpinone non è una linea dismessa e che si siano raggiunti protocolli d’intesa per migliorare il servizio e aumentare l’offerta turistica», aggiunge Cellitti. «Fa piacere soprattutto perché si riaccende la speranza che la linea possa essere utilizzata non solo dai treni storici e non solo nei week end e nelle feste comandate, ma tutti i giorni con un regolare servizio per tutti coloro, turisti e semplici cittadini, che vogliano spostarsi in modo alternativo alle auto per raggiungere i paesi dell’Alto Sangro. Quello stesso semplice e utile servizio che è stato fatto morire per ragioni oscure nel 2011».
La linea Sulmona Isernia, segmento della Napoli-Pescara, era stata sospesa nel 2011 dopo 114 anni di servizio perché ritenuta fuori dal circuito delle tratte maggiori e più frequentate. Dal 20 gennaio 2013 è tornata ad essere utilizzata la ferrovia che dal cuore dell’Abruzzo si arrampica sugli altipiani ai piedi della Maiella, fino all’Alto Molise. Viste le sue altitudini, che raggiungono nella fermata di Rivisondoli- Pescocostanzo i 1.268 metri di altezza, la linea si è meritata il titolo di Transiberiana d’Italia (battuta solo dai 1.370 metri del Brennero). Un tragitto di 129 chilometri con panorami mozzafiato, 21 fermate, 58 gallerie, 103 ponti e viadotti (capolavori di ingegneria abbarbicati su ripide alture), che ha conquistato migliaia di persone in questi anni. (f.p.)
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