Biciclette elettriche vietate nel Parco Gran Sasso-Laga

27 Gennaio 2020

Associazione critica il piano dell’ente, approvato anche dalla Regione Marche «Troppi divieti, i vincoli ambientali impediscono lo sviluppo della montagna»

L’AQUILA. «Il Piano del Parco è pieno di divieti. Addirittura si vieta l’utilizzo delle e-bike in tutto il territorio del Gran Sasso-Monti della Laga». Non esultano, gli attivisti del comitato #SaveGranSasso e dell’associazione Progetto Montagna, alla notizia dell’approvazione, da parte anche delle Marche, del Piano del Parco. Anzi, cercano di chiarire «come stanno realmente le cose», dopo la conferenza stampa delle forze del centrodestra al Comune, che hanno annunciato l’avvio di investimenti e nuovi progetti per la montagna. «Evidentemente non hanno letto bene le carte», dice Luigi Faccia, «in quanto il piano dell’ente deve calare al suo interno il piano d’area del Gran Sasso, soggetto alla Valutazione di impatto ambientale per ogni impianto che si voglia realizzare. Non hanno letto il regolamento di attuazione del piano, che vieta praticamente tutto. Un esempio eclatante? All’articolo 12 si vieta addirittura l’utilizzo delle e-bike». In pratica, «sul regolamento attuativo del piano», spiega Giorgio Fioravanti, «c’è scritto che le zone al di sopra dei 2100 metri vengono considerate Zone A (riserve integrali), in cui non si può nemmeno accedere, figuriamoci realizzare un piano d’area che prevede impianti di risalita, movimenti terra e altro». Nel mirino i vincoli ambientali di Sic e Zps, cioè la normativa europea: «Bisogna chiarire», aggiunge Faccia, “che si sta parlando di due legislazioni diverse: il Piano del Parco è riferito all’articolo 13 della legge 6-12-1991, 394, legge quadro sui parchi. I vincoli europei Natura 2000, invece, si riferiscono alle direttive Habitat (92-43-Cee Habitat) e direttiva Uccelli (Direttiva Uccelli 1979-409-Cee, poi modificata dalla Direttiva uccelli-2009-Zps). È come dire», sottolinea Faccia, «che con il Piano del Parco stiamo parlando di lire e con le Direttive Natura 2000 di euro. Nel frattempo, gli Asbuc dell’Aquila e di Teramo sono pronti a impugnare gran parte del regolamento, con il Comune dell’Aquila però completamente assente. Il piano è stato approvato il 9 dicembre 2019 e al Comune dell’Aquila è stato protocollato in entrata il 10 gennaio 2020, mangiandosi ben 30 giorni per le opportune osservazioni dell’Ente territoriale. All’amministrazione separata di Assergi», conclude Faccia, «ancora non viene consegnato».
Invita alla ribellione Fausto Tatone: «Questo è il nuovo regolamento del Parco? Dov’è? Chi l’ha visto? Dove l’hanno pubblicato? Stanno infrangendo delle regole severissime, altro che ambiente. Devono condividere queste cose con la popolazione, è scritto sulla Costituzione, sulle leggi e sulle direttive europee».
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